È di nuovo lassù. Ai quasi 2mila metri di Pal Arinsal, Andorra, Mathias Fluckiger torna alla vittoria in Coppa del Mondo (questa è la sesta per lui) che gli mancava dal 2021. Lo svizzero ne aveva bisogno per voltare pagina, per dimenticare la vicenda che ha rischiato di perderlo, con l’accusa di doping e i sei mesi di stop, «i più brutti della mia vita».
Alle sue spalle il francese Thomas Griot, primo podio in Coppa a 29 anni, mentre l’altro francese Jordan Sarrou si fa superare nel finale dal campione del mondo e campione olimpico Thomas Pidcock, terzo. Primo degli italiani Luca Braidot, 11° in volata su Schurter, 19° Zanotti,

La gara
In partenza piove e fa freddo, il termometro non si sposta mai dai 7-8 gradi. Avanti subito Schwarzbauer, bene anche il vincitore dell’anno scorso Luca Braidot, partito in prima fila con la maglia tricolore. Tutti i migliori davanti. Tom Pidcock – che per la prima volta sfoggia in gara la maglia arcobaleno – approfitta del giro di lancio per saltarne parecchi e portarsi in scia di quelli che avevano la prima fila. Ma prende subito un piccolo buco. Schwarzbauer apre il gas e lascia lì Fluckiger – che dopo un primo choc si riaccoda – e Braidot.
Il secondo giro si apre all’insegna di Mathias Fluckiger che prende la testa sverniciando Schwarzbauer e prova ad andarsene in discesa. Ma il gap non supera la decina di secondi. Fora il posteriore Nino Schurter, che si ferma per cambiare la gomma: lunga sosta ai box, il leader di Coppa riparte 17°, giusto alle spalle di Juri Zanotti – ottima gara la sua – dopo aver perso un minuto buono. Braidot è settimo a 43 secondi da Fluckiger, Pidcock chiude il secondo giro undicesimo.
La lotta per il podio all’inizio del terzo giro vede impegnati Ulloa, Sarrou, Griot, Albin e Blums, e il campione italiano segue a un minuto da Fluckiger. Lo svizzero comincia i primi doppiaggi, mentre Schwarzbauer accusa un po’, dopo aver vinto lo short track venerdì. Fluckiger rischia di scivolare su una pietra invece rimane in sella.
Dietro, Schurter comincia il quarto giro al quindicesimo posto, deve rincorrere. In salita Sarrou e Griot affiancano Schwarzbauer, tutti e tre hanno 30 secondi da Fluckiger, ancora coperto con lo smanicato nonostante ogni tanto esca un pallido sole. È il momento di Pidcock, che fa il giro più veloce (12.28) e torna in zona podio. Non avrà la condizione di Glasgow, ma ha una calma olimpica e se ne giova.
Comincia il quinto giro con il campione di tutto che ha 53 secondi da recuperare su Fluckiger. Dietro, uno scatenato Griot attacca in discesa e Sarrou accusa. Alle loro spalle Schwarzbauer, che alla vigilia si era vantato di non aver fatto preparazione in altura (come Absalon ai bei tempi). Dietro a Pidcock, il duo elvetico Forster-Albin, rispettivamente sesto e settimo.
Fluckiger attacca il penultimo giro con 27 secondi su Griot, 36 su Sarrou, 50 su Pidcock che proprio passando sul traguardo scavalca Schwarzbauer. Il duello tra l’inglese e il tedesco, fatto di sorpassi e controsorpassi, si spiega anche con il precedente di Glentress Forest, quando Schwarzbauer aveva accusato Pidcock di averlo fatto cadere all’ultima curva dello short track togliendogli la medaglia di bronzo. Griot non molla, insidia il primato di Fluckiger a 10 secondi, mentre dietro Pidcock ha nel mirino il terzo posto di Sarrou. Ulloa intanto si ferma per un problema meccanico. Braidot è undicesimo, tallonato da Schurter, Zanotti diciannovesimo.
Quando comincia il giro finale, Thomas Griot ha ancora 10 secondi da recuperare su Fluckiger. Il francese, 29 anni, di Annecy, in Alta Savoia, insegue il sogno della prima vittoria di Coppa (è stato quarto quest’anno a Lenzerheide). Flucki dà tutto in discesa: anche lui corre incontro a una vittoria che cambierà la sua storia. Mentre un altro svizzero, Schurter, virtualmente fuori dai giochi che contano, sorpassa Luca Braidot, che poi ricambierà il favore sul traguardo per l’undicesimo posto.














