Lo strano caso di Simon Andreassen: le vittorie, gli anni difficili, il ritorno

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Titolo nazionale, titolo europeo e anche iridato. Non sono in molti a poter vantare questo filotto: tra questi c’è il danese Simon Andreassen, riuscito nell’impresa per ben due anni consecutivi. Sono passati dieci anni da quei magici giorni: il danese gareggiava ancora tra gli Juniores, dividendosi tra Mtb e Ciclocross (anche lì iridato a Tabor, in Repubblica ceca), mostrandosi al grande pubblico come una vera promessa.

Campione del mondo juniores, due volte. Credito: Jesper Gronnemark/Red Bull Content Pool


Promessa realizzatasi solo in parte. Il percorso di Andreassen si è fatto negli anni, nonostante i buoni (ma non eccellenti) risultati ottenuti tra gli Under23, sempre più convulso, con stagioni davvero difficili e altalenanti tra gli Elite. Abbandonato il ciclocross (se non per qualche comparsa ai campionati nazionali), per anni il danese 26enne non è riuscito più a trovare il colpo di pedale giusto per primeggiare neanche in Mountain, come se il fuoco si fosse improvvisamente spento. Eccezion fatta per la prova di Nové Mesto 2021, dove ottenne inaspettatamente la vittoria, e per il Mondiale Marathon 2022, dove ottenne a sorpresa e in “casa sua” il terzo posto.

Grande promessa anche del CX, vinse il mondiale tra gli Juniores su una ruota


In questa stagione (la sua quarta con Cannondale Factory Racing) Andreassen sembra essere però tornato a ruggire, dimostrandosi fin da subito in grande spolvero. Primo ad Araxà nel Cross Country olimpico davanti ad un certo Victor Koretzky, primo nello Short track romeno valido per il titolo europeo, secondo (alle spalle del nostro Avondetto) nella prova olimpica. Una serie di risultati indubbiamente degna di nota, che lascia pensare a grandi gambe e una fiducia ritrovata.

Per Andreassen, dopo buone (ma non eccellenti) stagioni tra gli Under23, i primi anni tra gli Elite sono stati piuttosto complessi. Sì, ci sono state vittorie in competizioni minori e piazzamenti anche in Coppa, ma per un vincente (qual è) non deve essere stata semplice. Ora sembra aver trovato la strada giusta. Credito: Bartek Wolinski/Red Bull Content Pool


La sua è una storia che deve far riflettere. I salti di categoria non sono sempre semplici da affrontare, non per tutti, e i grandi risultati ottenuti per anni sembrano scomparire dietro momenti di difficoltà, anche quando si parla di giovanissimi. La realtà è questa: lo sport può elevare rapidamente, ma sa anche essere spietato.
La strada per il classe ’97 sembra però essere finalmente quella giusta.

Il “ruggito” in Brasile, dopo un finale a dir poco avvincente. Credito: UCI Mountain Bike Wolrd Series / Michael Cerveny

Il livello della Mtb attuale è molto alto, la concorrenza agguerrita, ma le carte in regola per tornare cannibale ci sono tutte.