
Sono rimasti ormai solo 42 giorni a dividerci dal tanto atteso giorno della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Parigi 2024 (venerdì 26 luglio) e soprattutto dallo storico momento dell’accezione del braciere olimpico. Quest’anno l’evento che darà via all’avventura a cinque cerchi sarà ancora più suggestivo del solito, con la sfilata delle 206 delegazioni presenti che si terrà sulle barche, lungo i canali della Senna (con percorso previsto di circa 6 km). Serviranno invece tre giorni in più di pazienza prima di poter assistere alla prova che vedrà in scena i migliori bikers al mondo, i quali si contenderanno le medaglie olimpiche nella prova di cross country, prevista per lunedì 29 luglio.
I nomi dei favoriti si conosco: Tom Pidcock, Victor Koretzky e Nino Schurter, quest’ultimo meno efficacie del solito in questo 2024, ma sicuramente vorrà provare a imporsi in quella che molto probabilmente sarà la sua ultima olimpiade. Si parla però meno dei possibili outsider, soprattutto si parla poco di Simon Andreassen, la giovane promessa che qualche anno non convincente tra i professionisti sta vivendo una stagione di rinascita.
Chi è Simon Andreasen?
Nome e Cognome: Simon Lien Andreassen;
Luogo e data di nascita: 30 settembre 1997 a Odense (Danimarca);
Peso e altezza: 72 kg x 1,80 cm;
Squadre: Specialized Racing (2016-2020), Cannondale Factory Racing (2021-oggi).

Cosa ha vinto fino ad oggi?
JUNIOR
Andreassen sale alla ribalta delle cronache sin da giovanissimo. Tanto che già alla prima stagione nella categoria juniores sbaraglia la concorrenza e nel 2014, a soli 17 anni, vince tutto nel cross country laureandosi campione danese, europeo e mondiale nel giro di tre mesi. La stagione magica si compone anche di due successi di tappe (Nove Mesto e Albstadt) e della classifica finale di Coppa del Mondo, oltre che di una comparsata anche in Italia agli Internazionali d’Italia Series, ovviamente dominati. Il 2015 è una fotocopia dell’anno precedente: tris di maglie e la sensazione di imbattibilità che dalla stagione successiva dovrà dimostrare anche tra gli U23.
U23
Nel 2016, infatti, arriva il salto di categoria e la firma con la Specialized Racing, una delle migliori squadre nel panorama mondiale. Il primo anno c’è sempre bisogno di prendere le misure, ma Simon non dimentica di togliersi anche qualche soddisfazione. Il danese raccoglie sia il 5° posto sia campionati europei in Svezia, sia a quelli mondiali in Repubblica ceca, a cui aggiunge due top 5 e un secondo posto in Coppa del Mondo (a Lenzerheide) e la maglia di campione nazionale (per il terzo anno consecutivo, il primo tra gli elite).
Nel 2017 arriva il primo successo tra gli U23 in Coppa del Mondo, a Vallnord (Moldavia) e il primo podio di categoria agli europei (svolti in Italia a Darfo Boario Terme), ma perde il primato nazionale a favore di quello che è il grande rivale in patria Sebastian Fini Carstensen. La stagione successiva è la prima in chiaroscuro del danese e soprattutto la prima senza successi di rilievo in cross country e non è da meno neanche il 2019, l’ultima da U23. Andreassen era entrato nella categoria come bimbo prodigio, ma ne era uscito che ancora non avevo chiaro chi fosse.
ELITE
Il 2020, il primo tra gli elite, è un anno limitato dal covid. Nonostante ciò il classe ’97 riesce comunque a mettersi in mostra visto che nel giro di tre giorni arriva la quarta maglia di campione nazionale danese, l’esordio in short track, ma soprattutto la prima vittoria tra gli elite in Coppa del Mondo a Nove Mesto. Il 2021 è la prima vera stagione a grandi livelli, senza squilli, ma tanta continuità di rendimento e la conquista della solita maglia con la croce bianca (trovando anche la doppietta cross country – marathon).
Purtroppo le due stagioni successive le prestazioni di Andreassen sono andate in calando. Il classe ’97 ha faticato ha replicare quanto di buono fatto vedere fino ad allora. Ma tutto è cambiato nel 2024: vittoria in XCO ad Araxà, conquista della maglia di campione europeo di short track e il 2° posto nel cross country.

Che ambizioni ha per Parigi 2024?
Andreassen parte una spanna dietro i favoriti, anche per una questione di minor esperienza. Quella di quest’estate sarà la sua prima olimpiade. Il classe ’97, però, ha ormai raggiunto l’età giusta per dimostrare che tutte quelle aspettative che c’erano su di lui quando era giovane erano fondate. Sicuramente conquistare la medaglia più pregiata sarà complesso, ma se si dovesse trovare in posizione per giocarsi il podio nel finale non sarà un avversario semplice da superare.













