Dare tutto, ecco il senso dell’Olimpiade. Non hanno vinto, non è andata come sognavano, ma Chiara Teocchi e Martina Berta hanno fatto il massimo. L’Italmtb del ct Mirko Celestino chiude con l’11° posto della Teocchi e il 14° della Berta. Martina sorride: «L’idea era di provare a stare davanti e vedere come andava. Era giusto provarci. Settima o quindicesima, che cosa cambia? Alla fine sono le medaglie che contano». E’ vero fino a un certo punto. Martina si è impegnata, ma la gara è scappata subito. Pauline Ferrand-Prevot ha fatto subito il vuoto. «Sono partita bene, poi ho visto che alzavano ancora il ritmo. Ho capito che dovevo rifiatare perché il ritmo era veramente un po’ un po folle. E’ comunque un’esperienza, da conservare».

A commentare la gara è stata poi Teocchi. Per l’azzurra della Orbea continua a essere un’annata strana: grandi momenti, momenti difficili. Però questa Olimpiade se l’era meritatra, era giusto esserci. «Posso dire di essere soddisfatta. Forse l’unico rammarico è aver perso la top ten all’ultimo giro. E però va bene così». Chiara ha lottato, dato tutto, fino all’ultimo metro. «Sapevo che una medaglia era veramente difficile, quindi ho impostato la mia gara intorno alla top ten. Ho chiuso undicesima, e va bene così. Adesso è un quattro giorni di distacco e poi prepariamoci già per Los Angeles 2028».














