
Sram ha recentemente lanciato sul mercato un kit di trasformazione dedicato ai gruppi Eagle T-Type delle serie 70 e 90, che permette di convertire il sistema di trasmissione da meccanico a elettronico. Si tratta di un’opportunità interessante per chi desidera fare il salto verso la comodità del wireless in un secondo momento, senza dover acquistare un intero gruppo elettronico. Una notizia che non ci prende alla sprovvista, data l’estrema compatibilità tra vari gruppi e la possibilità di sostituzione anche di piccoli elementi di questa nuova serie Eagle Transmission.
Ma parliamo di cifre. Questo aggiornamento viene proposto alla modica cifra di 650 euro e la domanda è dunque lecita: vale davvero la pena?
Il kit in questione include quattro componenti fondamentali: il comando elettronico, la batteria, il caricabatterie e il corpo principale del cambio. Resta esclusa dunque la puleggia, che è la stessa presente sui cambi meccanici in questione. L’idea di Sram è quindi quella di offrire una soluzione che consenta a chi possiede i nuovi gruppi Eagle azionati a cavo di aggiornare il proprio sistema con una spesa tutto sommato contenuta, rispetto all’acquisto ex novo del “blocco elettronico”.

Sram T-Type: un confronto economico
Ma arriviamo al dunque: a livello economico, il confronto con l’intero gruppo GX T-Type elettronico è interessante. Il prezzo di listino di quest’ultimo, in forma completa, si aggira attorno ai 1.300 euro, anche se online si può reperire a cifre inferiori.
Ancor più interessante si fa il confronto con i singoli componenti del nuovo kit: il cambio “completo” GX elettronico costa circa 480 euro, il comando “Pod AXS” 180, la batteria 60, mentre il caricabatterie viene proposto a 52 euro. Sommando queste voci, si arriva a 772 euro. Il nuovo kit, a 650 euro, permette quindi un risparmio di 122 euro rispetto all’acquisto separato degli stessi elementi secondo listino.
Un vantaggio economico che dunque c’è e può dunque interessare chi vuole migliorare il proprio comparto trasmissione. Tuttavia, non si possono trascurare alcune considerazioni. Innanzitutto, dopo la conversione, ci si ritrova con componenti non più utilizzabili, riducendo così la possibilità di rivenderli o conservarli come scorta. Questo è un aspetto da non sottovalutare, soprattutto per chi guarda anche al valore residuo del proprio materiale.

Le considerazioni potrebbero poi spostarsi più genericamente verso la necessità di una trasmissione elettronica, ma come più volte ricordiamo, dare giudizi su scelte di questo tipo lascia sempre il tempo che trova (anche se, certo, una trasmissione meccanica non è certamente obsoleta).
Insomma, tante parole ma una conclusione che lascia comunque un po’ di incertezza: un piccolo guadagno c’è, ma ne vale davvero la pena?









