Per anni la “borraccina” (la classica borraccia porta-attrezzi) ha rappresentato la soluzione ideale per chi pedala: pratica, sempre pronta all’uso e comodamente alloggiata nel secondo portaborraccia del telaio. Una scelta logica e funzionale, soprattutto per chi non vuole appesantire le tasche della maglia con camere d’aria, attrezzi multiuso eccetera eccetera.
Con l’arrivo del grande caldo e l’esigenza crescente di portare con sé più acqua, è però tempo di ripensare questa abitudine. Durante le uscite più lunghe, avere due borracce d’acqua è spesso essenziale. E allora? Dove mettere quegli indispensabili attrezzi di emergenza che prima trovavano posto nella borraccina? Bisogna esplorare soluzioni alternative, sfruttando al meglio gli spazi nascosti e meno convenzionali della bici.


Dove riporre gli attrezzi in estate? Borsello sottosella e borse da manubrio le principali alternative
Una delle prime opzioni considerate da molti è il borsello sottosella. Compatto, facile da montare e capiente quanto basta: sembra la scelta naturale. Tuttavia, non è indicato per chi fa Mtb “vera”, ma soprattutto utilizza reggisella telescopici, sempre più diffusi tra gli appassionati di ogni disciplina della Mountain Bike. Il movimento verticale del reggisella potrebbe difatti interferire con il borsello, risultando il reggisella danneggiato (per la flessione o strusciamento) nel tempo.
Anche le borse da manubrio, molto utilizzate nel bikepacking e nel cicloturismo, non sono la soluzione ideale per tutti. Queste ingombrano e compromettono infatti la maneggevolezza del mezzo, necessaria quando si affrontano percorsi tecnici o in discesa.


Esiste però anche una soluzione ingegnosa…
La vera alternativa, ingegnosa e sempre più adottata, è quella di sfruttare gli spazi “invisibili” della bici. Il consiglio è di valutare tutti quei sistemi che si inseriscono nel tubo sterzo o nelle estremità del manubrio. Ne esistono di diverso tipo, e consentono di inserire mini-tool, leve per copertoni e bombolette di CO o kit per tubeless direttamente dentro queste cavità, senza alterare la linea estetica o il bilanciamento della bici.
Il vantaggio è duplice: si libera spazio prezioso per l’idratazione, e allo stesso tempo si mantiene un equipaggiamento di emergenza sempre disponibile, ben protetto e integrato. D’altronde, in Mtb, nessuna evenienza è mai da escludere.












