Durona Bike: in otto anni è diventata una “big” della Mtb

Durona Bike
Lo staff della Durona Bike, con Massimo Debertolis alla partenza.
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Ha festeggiato la sua ottava edizione e si è messa in luce come una delle prove più belle del mese di maggio: stiamo parlando della Durona Bike di Chiampo. E’ organizzata dal Team Piazza 2000. Una manifestazione ormai matura, in un piccolo borgo in provincia di Vicenza. È riuscita a ritagliarsi un ruolo di primo piano nella Mtb. E così abbiamo sentito Daniela Sitara, che fa parte dello storico team organizzativo della prova, per farci raccontare un po’ come si è evoluta la manifestazione in queste ultime stagioni.

Daniela, com’è il bilancio di quest’anno?
«Credo che sia super positivo. Abbiamo raggiunto numeri importanti, soprattutto rispetto al trend degli ultimi tempi. Abbiamo sfiorato i 700 iscritti e ogni anno miglioriamo. Per noi è un grande risultato, considerando anche che il movimento dopo il Covid è cambiato molto».

Cosa è cambiato?
«Sono cambiate le abitudini dei biker. Adesso l’ultima settimana è importantissima per le iscrizioni e può permetterti di fare il “salto” oppure no: molto dipende anche dal meteo. Prima i biker sceglievano con molto anticipo, risparmiando sulla quota e prendendo parte a molte più manifestazioni all’anno. Adesso si scelgono le prove con molta attenzione».

Soddisfatti quindi?
«Sì, decisamente. Più di 500 arrivati tra marathon e classic, per una gara regionale come la nostra, sono un ottimo risultato. Abbiamo avuto un bel parterre, con squadre di un certo livello. Penso sia il primo step per crescere, poi bisogna avere la volontà di farlo. I top rider fanno tendenza. Quest’anno abbiamo avuto il piacere di avere Massimo Debertolis al via».

Ma come è nata la Durona Bike?
«Noi siamo un’associazione da 25 anni e li abbiamo festeggiati pochi mesi fa. Partecipavamo a piccole manifestazioni locali, poi nove anni fa ci siamo messi a tavolino per organizzare qualcosa di importante. Volevamo portare una Gran Fondo con un po’ di “struttura”. E così ci siamo messi in gioco. Alla prima edizione abbiamo avuto circa 160 iscritti. È nata dal nulla, da quattro appassionati di bici. Abbiamo messo in piedi questo gruppo. Per il Covid abbiamo saltato un anno, poi siamo ripartiti».

Sempre lo stesso gruppo?
«Sì, siamo sempre gli stessi. Il direttivo e il presidente, Renato Macilotti, non sono mai cambiati. Ci siamo dati l’obiettivo di crescere un passo alla volta e di far divertire gli atleti, dando la massima importanza alla sicurezza. Quest’anno c’erano 245 addetti alla sicurezza sul percorso. Credo sia un numero altissimo per una prova in Mtb».

Siete partiti con un percorso unico, poi lo scorso anno avete aggiunto il marathon…
«Sì, volevamo fare le cose per bene. Siamo partiti con un percorso classic e poi, anche in base ai feedback dei partecipanti, abbiamo proposto una nuova distanza. L’onore più grande sono stati i complimenti di tanti biker, che hanno detto che il nostro tracciato è stato super tecnico, tanto da meritare anche un premio come il campionato italiano».

E come è nata l’idea di legarla a un prodotto del territorio?
«La nostra area è famosa per il marmo, ma siamo anche noti per questa ciliegia particolare, definita “oro rosso” di Chiampo. Le ciliegie hanno sostituito le ruote della bici sul logo e siamo partiti con questo nome. In tantissimi all’inizio non sapevano che fosse una ciliegia. Abbiamo faticato a farlo capire agli appassionati. Così abbiamo legato la prova a questo prodotto per valorizzare il territorio. Il percorso passa in zone di coltivazione della Durona».

Qual è l’obiettivo per i prossimi anni?
«Vogliamo continuare a far divertire i biker e fornirgli sempre la migliore assistenza. Vogliamo crescere e sogniamo ovviamente in grande. Il nostro obiettivo resta che l’atleta deve venire a Chiampo e deve sentirsi parte della gara. Non puntiamo a una semplice iscrizione. Anche perché il ciclista torna dove si è trovato bene. Per noi, quindi, è importante il pasta party e gli altri servizi».

In fondo, basta essere ciclisti per capire queste cose
«Esatto, e tutti quelli che lavorano alla Durona Bike sono super appassionati di Mtb. Io gestisco soltanto i social, ma la soddisfazione più grande è ricevere i complimenti dagli atleti, non importa chi, che ci fanno i complimenti sul pasta party o sui dettagli. Può sembrare riduttivo, ma è importantissimo. Bisogna andar via da Chiampo contenti. Per questo saremmo onorati di far parte del Prestigio. Noi ci candidiamo per i prossimi anni».