In piedi e sui pedali: tutte le situazioni in cui è necessario procedere fuorisella

Alzarsi in piedi
Salita: stili differenti, chi in piedi e chi sui pedali. Tutto è spesso molto relativo
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Non è tutta una questione di attrezzatura, anche l’approccio e la posizione sulla bici sono fondamentali per affrontare con efficacia ogni tipo di terreno. Se è vero che la maggior parte della pedalata si svolge da seduti, esistono situazioni in cui alzarsi sui pedali, uscire letteralmente dalla sella diventa una scelta necessaria. Insomma, in questo caso si può senza dubbio dire: quando il gioco si fa duro, non si può restare seduti.

Lo sanno bene tutti i biker esperti, che si trovano “ogni giorno” ad affrontare salite impegnative o discese tecniche: in certi momenti, restare in sella significa perdere controllo, efficienza o addirittura rischiare di cadere. Un discorso, questo che affronteremo, che deve infatti interessare soprattutto ai biker meno navigati, solitamente più tendenti allo stare seduti, anche in situazioni sconvenienti. La sentenza? Quando le pendenze si fanno arcigne, che sia in salita o in discesa (ma non solo), alzarsi sui pedali diventa parte integrante della tecnica di guida.

Quando ha senso alzarsi in piedi in salita?

Non lasciatevi però ingannare. In salita, procedere fuorisella non è sempre la soluzione migliore. Tutto dipende dalle proprie caratteristiche, dal fondo e dalla pendenza. Alcuni atleti, più “esplosivi”, riescono a trarre beneficio dall’andatura in piedi anche per lunghi tratti, ovviamente dove possibile. Ma non è cosa per tutti.

Alzarsi in piedi
Alzarsi, spesso, non significa allontanarsi troppo dal sellino. Come nella foto, ritraente Mirko Tabacchi (e-rider per Thok) su un passaggio tecnico

Tuttavia, quando la pendenza supera il 15% e il fondo è particolarmente scivoloso o instabile (come può accadere su ghiaia, radici o terra smossa) alzarsi può diventare controproducente. In questi casi, è preferibile restare seduti e avanzare sulla punta della sella per schiacciare la ruota anteriore a terra. Al contempo bisogna però cercare di mantenere anche la massima trazione sulla ruota posteriore: sollevare troppo il peso da quest’ultima rischia infatti di farla slittare, vanificando lo sforzo e costringendo il biker nella peggiore delle ipotesi a fermarsi e procedere a piedi.

E quando in discesa?

In discesa, invece, il discorso cambia. Qui, nella maggior parte dei casi, procedere fuorisella è fondamentale per gestire il terreno in modo sicuro ed efficace. Nei tratti guidati, con ostacoli naturali, rocce, radici o continui cambi di pendenza, restare seduti è semplicemente impensabile. Alzarsi (ancor meglio se con la libertà data da un telescopico abbassato) permette di abbassare il baricentro, distribuire meglio il peso tra le ruote e soprattutto di “galleggiare” sullo sconnesso, utilizzando gambe e braccia come sospensioni naturali.

È grazie a questa posizione attiva che si riesce a mantenere il controllo della bici anche nei passaggi più critici, affrontando curve strette, salti o passaggi tecnici con sicurezza. Solo in rari casi, come nelle discese particolarmente battute, veloci e scorrevoli, può avere senso restare seduti. Ma si tratta di eccezioni, più comuni al Gravel che alla Mtb.

Alzarsi in piedi
E in discesa? Quasi sempre fuorisella. Il reggisella telescopico ovviamente agevola il tutto

In conclusione, un’ultima considerazione: per capire quando alzarsi serve istinto, ma anche tecnica, che ovviamente si acquisiscono con il tempo. Nulla di infattibile: caro biker, l’esperienza e l’allenamento fanno sempre una gran differenza.