Dopo l’esordio stagionale alla Pogacar, per dirla in termini road, gli atleti Specialized stanno facendo – ora – più fatica. Blevins, Koretzky e Vidaurre alternano momenti alti, specialmente nel XCC, e bassi, nelle prove formato olimpico.
Dall’altro lato, abbiamo assistito a una netta rimonta dei Cannondale Factory Racing e alla rinascita di un sempre più consistente Nino Schurter. Al contrario, invece, Alan Hatherly non riesce ancora a brillare come lo scorso anno, e Filippo Colombo non sta trovando la gamba giusta.
Per noi italiani, invece, arrivano buone notizie dai nostri portacolori. Infatti, una volta smaltite le fatiche della Cape Epic e resettato il fisico in “modalità” crosscountry, Luca Braidot e Simone Avondetto sono sempre più protagonisti, assieme ad un pimpante Zanotti.
Non solo questione di percorsi
I percorsi delle ultime prove di Coppa, per atleti come Blevins, Koretzky e Schwarzbauer, non erano tra i più adatti. E con loro, anche tutti gli atleti più “pesanti” e potenti hanno sofferto: i tracciati lenti e poco scorrevoli, specialmente sul tecnico, sono meno confacenti a corridori molto esplosivi come loro.
Tuttavia, bisogna segnalare l’evidente calo di performance di tutti gli atleti Specialized. Mentre Martin Vidaurre è riuscito a salvare la sua gara (seppur finendo un po’ indietro), stavolta il gruppo del leader delle WS non ha brillato come al solito. Guai, però, a darli per sconfitti: è anche questione di programmazione. Infatti, i “big” hanno tutti gli occhi puntati sul mondiale di inizio settembre. Un evento di questo tipo ha bisogno di una preparazione specifica: evidentemente, loro hanno adottato una strategia diametralmente opposta alla maggioranza. E’ chiaro che qualcosa bolle in pentola e siamo sicuri che, ben presto, li vedremo di nuovo davanti.
Cannondale Factory Racing: Martin e Aldridge che gas! E attenzione a Nino…
Invece, tra coloro che avevano avuto un inizio di stagione più in sordina, c’erano proprio il secondo e terzo classificato della prova di Pal Arinsal: Martin e Aldridge. Gli atleti Cannondale, infatti, non avevano ancora lasciato il segno ma erano apparsi in notevole crescita: ed eccone arrivare i frutti.
Assieme a loro, anche il “goat” Nino Schurter sembra essere in netta rimonta. Dopo essere stato sempre nel vivo della gara, chiude con una top-ten non banale, che lo colloca di diritto tra i pretendenti per l’iride. L’attuale Campione del Mondo Hatherly, invece, appare irriconoscibile rispetto al 2024: che sia troppo stanco per la doppia attività su strada?
Tridente d’attacco tricolore: Braidot, Avondetto e Zanotti suonano la carica
E poi i nostri italiani: ogni gara che passa, riescono ad essere sempre più vicini al podio. Tutti e tre gli alfieri del team Wilier Vittoria hanno avuto una prestazione solida e in crescita, attaccando – addirittura – nel finale di gara. Prima, Avondetto ha sventolato la sua maglia con le insegne europee provando l’assalto al podio. Poi, Luca Braidot ha lanciato l’attacco decisivo – in contropiede – ed è stato irresistibile per tutti gli altri, chiudendo al quinto posto finale. E se sognare è lecito, noi ce li immaginiamo dare spettacolo già all’imminente rassegna continentale XCO, e poi al Mondiale di settembre.











