
Chi ha vissuto in prima persona la Mtb degli anni ’90-primi anni 2000 ricorderà sicuramente le famigerate “corna” (o “corna di bue”) al manubrio. Le appendici erano un vero must per moltissimi biker: simbolo di competizione, avventura e, perché no, anche di uno stile un po’ spartano che oggi fa quasi sorridere. Poi, complice l’evoluzione delle discipline, delle bici e soprattutto l’esigenza di aumentare la sicurezza nelle competizioni, queste estensioni sono sparite quasi del tutto, bandite dalle gare ufficiali e cadute nel dimenticatoio.

Ma, come spesso accade nel mondo del ciclismo, ciò che sembrava superato sta tornando sotto nuove forme. E non è un semplice revival nostalgico: le moderne appendici al manubrio sono state completamente ripensate. Più piccole, più leggere e integrate in modo più discreto, oggi trovano spazio all’interno della manopola, e non più come elemento sporgente all’esterno. Una piccola rivoluzione silenziosa, che ha però attirato l’attenzione di molti appassionati, soprattutto tra chi macina chilometri su chilometri in sella. Compresa la nostra. Parlando della Scott Scale Gravel, recentemente protagonista di un nostro articolo, è venuto un lampo. Osservandola, monta proprio queste nuove appendici, nello specifico marchiate Spirgrips (uno tra i maggiori produttori).

Ma perché tornare a discuterne? Perché nei lunghi giri possono fare davvero la differenza. Chi trascorre molte ore sulla bici sa bene quanto possa diventare faticoso mantenere sempre la stessa posizione delle mani. Le nuove appendici (come le vecchie) permettono di cambiare l’appoggio, di variare la presa senza perdere il controllo, e soprattutto di alleggerire per qualche istante la tensione su mani, polsi, braccia e schiena. Una possibilità in più per migliorare il comfort complessivo.
Certo, chi è abituato a una guida aggressiva o frequenta trail tecnici potrebbe non trovarle particolarmente utili. Ma per chi ama i lunghi percorsi, le esplorazioni più lineari o i viaggi bikepacking, rappresentano un accessorio da considerare seriamente.

Va però ricordato che restano vietate nelle competizioni (dal 2022, anche queste di nuova generazione), proprio per motivi legati alla sicurezza. Ma al di fuori dell’ambito gara, nulla vieta di riscoprirne i vantaggi, soprattutto oggi che il design si è evoluto e ha reso queste estensioni più ergonomiche, esteticamente meno invasive e decisamente più “furbe”.











