Campionato del Mondo, Celestino: «Braidot merita una medaglia e la condizione è quella giusta per fare il colpo grosso»

Braidot
Luca Braidot in azione in Val di Sole (credit: Giacomo Podetti)
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Dopo una prima settimana dominata dalle discipline gravity (per ultima la prova Downhill di domenica) e dalla prova marathon del sabato, il Campionato del Mondo nel Canton Vallese entra ora nel vivo con le gare di cross country. Una seconda parte di rassegna che promette spettacolo ed emozioni, con l’Italia pronta a giocarsi le sue carte grazie a una nazionale molto competitiva, guidata dall’esperienza e dalla visione del commissario tecnico Mirko Celestino, alla guida degli azzurri dal 2018.

Tra nuove promesse pronte a emergere e campioni affermati in cerca di conferme, gli azzurri puntano a essere protagonisti su più fronti: dalla Team Relay, disciplina in cui la tradizione italiana è solida, fino alle gare individuali Elite, U23 e Junior.

Qual è la difficoltà maggiore di questo Mondiale?
«La logistica. Le gare si disputano in due località diverse (Zermatt e Crans-Montana, ndr), sembra una banalità, ma organizzarsi bene è importante, perché bisognerà spostarsi per qualifiche e prove. Per questo abbiamo preso un alloggio vicino al percorso del XCO, così da ridurre al minimo gli spostamenti. Dal punto di vista tecnico, il tracciato XCC è molto corto e con poche insidie: i ragazzi lo sapevano già a memoria dopo una decina di giri e non penso ci saranno grandi sorprese. Mentre quello della domenica lo conosciamo tutti bene. È un percorso storico e molto duro, soprattutto con salite e discese molto tecniche, ma sul quale i nostri ragazzi si sono sempre comportati molto bene».

Campionati del Mondo
Crans-Montana è uno dei percorsi più duri e storici della mtb internazionale (credit: UCI MTB)

Come si svilupperà il programma?
«Ieri si sono disputate le qualifiche dello short track e oggi si assegnano le medaglie. Domani ci sarà un giorno di riposo per tutti. Da giovedì via con staffetta e le prove del cross country olimpico fino alla domenica, quando toccherà alle finali Elite. Già nel XCC abbiamo diversi ragazzi che possono dire la loro in diverse categorie, ma penso che la Team Relay sarà un punto chiave della settimana. L’Italia in questa disciplina ha una forte tradizione e ha sempre fatto bene. Cercheremo di giocarcela al meglio, anche per aumentare il morale in vista del fine settimana, dove starà ai singoli ragazzi dimostrare quanto valgono».

Chi farà la Team Relay non correrà lo Short Track come l’anno scorso? Oppure, essendo più distanti, ci sarà spazio per fare tutte e tre le prove?
«Per quanto riguarda gli Elite, c’è chi ha espresso questo desiderio di correre anche oggi, quindi ho lasciato più carta bianca sulla decisione. Per quanto riguarda U23 e Junior, invece, ho imposto a chi farà la staffetta giovedì di non correre oggi. Perché è vero che questa distanza di giorni tra le discipline, con anche 24 ore di riposo in mezzo, ha fatto gola a molti. Però, secondo me, è anche giusto imparare a fare delle scelte e a focalizzarsi su degli obiettivi precisi e ben mirati».

Chi saranno i leader per domenica?
«Tra gli Elite Luca Braidot è una garanzia e anche i recenti risultati dimostrano come sia uno degli uomini più in forma del momento, non solo tra gli italiani, ma in generale. Martina Berta sta crescendo di condizione e sappiamo le gambe per stare davanti con le migliori. Mentre Simone Avondetto ha la grinta giusta per sorprendere. Io, però, sono contento di tutti i ragazzi che ho chiamato come Filippo Fontana, che sta rientrando con la giusta mentalità da un brutto e lungo infortunio. O Juri Zanotti, che ha avuto una giornata strana a Les Gets, ma è spesso davanti. O Nicole Pesse, che è alla prima stagione tra le grandi. Per lei questa sarà un’importante occasione per fare esperienza».

Coppa del Mondo
Podio XCO di Les Gets. Da destra a sinistra: Mathias Flückiger, Luca Martin e Luca Braidot (credit: UCI MTB)

Mentre tra i giovani chi sono i nostri nomi di punti?
«Tra le U23 senza dubbio Valentina Corvi. I risultati dicono che è una delle ragazze più forti, se non la più forte, e domenica deve solo stare calma e non mettersi pressione da sola. Se farà così si toglierà sicuramente importanti soddisfazioni. Attenzione poi a Sara Cortinovis, che si sta avvicinando sempre di più alle migliori della categoria. Tra gli uomini speriamo che dopo un periodo di magra a livello di risultati, Elian Paccagnella ritorni sui suoi livelli mostrati a inizio anni. Sicuramente i mesi centrali dell’anno li ha giustamente dedicati alla scuola, ma ora sembra un po’ pagare la distanza delle gare. Parte bene, ma poi non riesce e mantenere un buon ritmo per tutta la corsa».

E in campo junior?
«Qui invece abbiamo un bel gruppo. Molto profondo e di grandi prospettiva. Il nome più altisonante è quello di Federico Brafa, argento europeo, che è già una realtà tra i suoi coetanei. Il percorso svizzero, però, è più adatto agli “scalatori”, ossia ad atleti più leggeri e meno potenti come Ettore Fabbro, su cui punto molto. All’Europeo è stato sfortunato, ma questo Mondiale è disegnato su misura per lui. Ho convocato anche Scagliola per farlo crescere, mentre tra le ragazze Elisa Ferri è già la miglior discesista che abbiamo in Nazionale, anche considerando le elite. In salita fatica un pochino, ma quanto a guida del mezzo è secondo me anche migliore della Berta. Con lei è presente anche Giorgia Pellizotti, campionessa italiana e primo anno nella categoria. A lei diamo tempo, perché è un’atleta che già dal prossimo anno potrebbe andare a medaglia al Mondiale».

Chi temi di più tra gli avversari?
«Il livello è altissimo. Sono molto curioso di vedere come faranno a tirare fuori il coniglio dal cilindro atleti che fino a un mese/un mese e mezzo fa correvano e sembravano dominanti, gli Specialized con Blevins, Koretzky e Vidaurre su tutti, e che invece nelle ultime uscite hanno faticato. Lo stesso Van der Poel, che a Les Gets è tornato e ha fatto sesto, ma ha comunque mostrato di non avere il ritmo dei migliori. Mentre a ragazzi come Braidot e Avondetto si vede dagli occhi e dallo sguardo che stanno bene davanti. A carte ferme non riesco a trovare uno o due favoriti evidenti per il successo finale. Tra le donne il discorso è simile, anche se vedo molto bene la Rissveds. Sarà interessante capire chi saprà gestire meglio le difficoltà del percorso».

Pal Arinsal
Dopo un inizio di stagione straordinario, il leader di Coppa del Mondo, Christopher Blevins, si è un po’ perso a livello di risultati e prestazioni (credit: UCI MTB)

Domenica Braidot può prendersi la rivincita dopo Tokyo?
«Sì. A Tokyo ha perso una medaglia per pura sfortuna. La forma era perfetta, condotta di gara corretta e la voglia di vincere una medaglia, come dimostrato dalla disperata rimonta, quella giusta. Si tratta di un treno perso e difficilmente ripasserà (l’età avanza, a marzo Braidot ha compiuto 34 anni, ndr). Luca, però, ha reagito da campione a quell’enorme delusione e ora ha ancora la forza e le motivazioni per giocarsi il podio mondiale. Il mio compito sarà quello di non mettergli pressione: deve correre libero, senza pensare troppo al risultato. È così che arrivano i grandi successi. Penso veramente che lui meriti una medaglia più di chiunque altro e la condizione è quella perfetta per il colpo grosso».