Poche ore al via del quarto campionato del mondo che si disputa in Italia (tutti qui in Val di Sole) e i quattro azzurri elite guidati dal cittì Mirko Celestino scaldano i motori in vista di una gara che – lo speriamo tutti – possa darci grandi soddisfazioni. Nel paddock dell’Italia meccanici e addetti ai lavori sistemano le ultime cose sistemando ogni dettaglio mentre il commissario tecnico ligure (al suo decimo anno alla guida del team Italia di Mtb) ci concede questa intervista. Volto disteso, sorriso sulle labbra e consapevolezza di aver fatto il massimo (l’oro nel Team Relay del mercoledì non poteva essere il viatico migliore per approcciare il “garone” di domani), Mirko parla a ruota libera prevedendo una sfida tanto veloce quanto spettacolare…
Mirko, che Italia ci dobbiamo aspettare per domani?
«Mi aspetto un’Italia competitiva. I ragazzi, tutti e quattro, arrivano a questo appuntamento nelle condizioni migliori e non solo dal punto di vista atletico. Sono sereni, concentrati, determinati e pronti a vendere cara la pelle in un mondiale che, giocandosi in casa, non può non darci una spinta e una carica in più».
Zanotti, Avondetto, Braidot e Fontana: chi sta meglio?
«Direi Avondetto e Braidot un pelo meglio di Zanotti e Fontana ma come ti dicevo stanno benone tutti e quattro. Simone (Avondetto, ndr) arriva alla gara di domani dopo un percorso di avvicinamento estremamente positivo e Les Gets lo ha confermato. Ha grinta, determinazione e occhi da tigre per domare una sfida mondiale. Luca (Braidot, ndr) ha messo l’iride come principale obiettivo della sua stagione e se non l’abbiamo visto sugli scudi nell’arco dell’anno ci sta: ha incentrato il suo 2026 su questi mondiali (per preparare l’iride ha rinunciato all’Europeo, ndr) e sono convinto che domani farà una gran bella gara. Yuri (Zanotti, ndr) dei tre Wilier è quello che metto leggermente sotto ma non dimentichiamoci che è giovane e sta crescendo con grande regolarità. Infine c’è Filippo (Fontana, ndr) che all’Europeo con quel quinto posto mi ha sorpreso positivamente. La sua condizione è buona quindi non resta che provarci».
Il percorso ti piace?
«Sì, lo trovo un bel percorso, veloce e non super tecnico come si usava in passato. Ci sono degli inserimenti nuovi e la parte più insidiosa viene prima dell’ingresso nel bosco tra radici e discese ripide e poi nel finale dove si entra in un tratto nuovo, in contro pendenza, quindi meno battuto degli altri. Vedrete che domani questo tracciato ci farà divertire…».
Rispetto al primo mondiale che si disputò qui in Val di Sole (era il 2008) quanto sono cambiati i tracciati calcolando anche quelli del 2016 e del 2021?
«Tanto, tantissimo, così come sono cambiati gli interpreti e il modo di correre. La televisione vuole lo spettacolo e questo ha portato a cambiare i tracciati da estremamente tecnici a più veloci e scorrevoli. L’obiettivo adesso è quello di coinvolgere anche gli stradisti e certi percorsi sono per loro un richiamo inevitabile. Lo spettacolo poi chiede una sfida di gruppo dall’inizio alla fine dove gli atleti sgomitano arrivando anche al contatto: una sorta di Short track in versione più lunga per catturare più attenzione in chi segue la gara sia dal vivo che dalla televisione».
Chi sarà, secondo te, il favorito numero uno?
«Faccio i nomi di Boichis, Pidcock e Van der Poel che domani sarà senz’altro uno dei principali contendenti alla vittoria».
Che corsa ti aspetti da Van der Poel? Ti ha sorpreso vederlo così avanti a Les Gets?
«Sì, a Les Gets mi ha sorpreso anche se da uno come lui di devi aspettare sempre di tutto. Questa mattina l’ho visto provare il tracciato con grande determinazione e sono sicuro che domani sarà lì, fino alla fine».
E Pidcock?
«Anche Tom è pronto e sarà protagonista di una corsa di alto livello. Forse un percorso leggermente più tecnico avrebbe esaltato ancor di più le sue qualità di guida da pilota “funambolo” ma vedrete che per l’iride si dovranno fare i conti anche con lui».
Chi potrebbe essere, invece, una sorpresa?
«Il solito Hatherly che arriva qui in Val di Sole un po’ in sordina. Non dimentichiamoci però che è lui il campione del mondo in carica e anche lo scorso anno arrivò ai mondiali dopo una stagione non super, eppure vinse siglando una storica doppietta iridata».
Parliamo della sfida riservata agli Under 23: gli azzurri in campo sono tre: Fabio Bassignana, Giulio Peruzzo e Gabriel Borre.
«Bassignana sta correndo una stagione molto regolare, è sempre nei dieci e domani sarà lui a tenere alta la nostra bandiera. Peruzzo è un Avondetto giovane, ha grinta e non molla mai mentre Borre dopo due anni difficili da U23 si è ritrovato quest’anno e l’ho voluto premiare dandogli fiducia».
Quale sarà il loro obiettivo?
«Vi posso dire quale sarà il mio (sorride, ndr). In questa categoria, dobbiamo essere onesti: non siamo da podio quindi sarà dura centrare un obiettivo di grande prestigio. Diciamo che tutti e tre stanno crescendo bene e che sia Bassignana che Peruzzo possono andare in top 10 mentre per Borre sarà un po’ più dura chiudere così avanti. Vedremo, si corre in casa e la spinta del nostro pubblico potrebbe mettere le ali ad ogni nostro atleta stravolgendo previsioni e pronostici».














