Il paradosso delle gomme slick nel Cross Country moderno

Blevins
Christopher Blevins vincitori dell'ultima Coppa del Mondo (credit: Warner Bros Discovery Sports)
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A prima vista, potrebbe sembrare un controsenso. Le mountain bike da cross-country sono diventate macchine da gara sempre più aggressive: sospensioni a corsa lunga, geometrie che perdonano gli errori e tecnologie derivate direttamente dal mondo gravity. Eppure, se guardiamo alle gomme usate dai professionisti, la tendenza è l’esatto opposto. Pneumatici come le Maxxis Aspen o le Specialized Fast Trak dominano la scena, con i loro tasselli bassi e la superficie quasi “slick“.

Com’è possibile una scelta così audace in un mondo che sembra andare verso la massima aderenza? La risposta sta nell’evoluzione del cross-country e dei suoi percorsi.

Camera d’aria
Le Maxxis Aspen sono tra le gomme più scorrevoli del gruppo. Guardate la sezione centrale: è totalmente votata alla velocità!

L’evoluzione per sfruttare i moderni percorsi

I moderni tracciati di Coppa del Mondo XCO si stanno aggiornando rapidamente. E così le tecnologie! Certo, non mancano tratti tecnici e salti spettacolari, ma ci sono anche molte sezioni veloci, compattate e scorrevoli.

In queste condizioni un battistrada aggressivo non è un vantaggio, ma un freno. I tasselli alti aumentano la resistenza al rotolamento, costringendo il rider a spendere più energie per mantenere la velocità. Una gomma slick, al contrario, scivola via sul terreno, garantendo il massimo della scorrevolezza e un guadagno prezioso in ogni pedalata.

Il ruolo cruciale della sospensione

Qui entra in gioco il ruolo delle mtb attuali. Una full-suspended da cross country non è solo più comoda, ma è cruciale per sfruttare al meglio il potenziale di una gomma poco tassellata. La sospensione avanzata, con i suoi sistemi di blocco remoto, permette al rider di mantenere la ruota a contatto con il terreno in ogni momento.

Il pneumatico, anche se quasi privo di tassellatura, può così sfruttare al massimo ogni punto di appoggio. Sulle rocce, sulle radici e nei tratti più sconnessi, la sospensione assorbe le asperità, permettendo alla gomma di “leggere” il terreno e di non perdere aderenza.

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Simone Avondetto sceglie spessissimo il Vittoria Peyote, un’altro pneumatico super scorrevole e a suo agio in radiciaie come questa. (credit: Wilier)

In pratica, la tecnologia della sospensione compensa la mancanza di grip dello pneumatico, trasformando una potenziale debolezza in un punto di forza. Se il fondo è liscio, la scorrevolezza è totale. Quando il terreno si fa tecnico, la bici lavora per garantire che la gomma slick non perda contatto.

In fondo, la scelta dei professionisti non è altro che una conseguenza della ricerca della massima velocità. Nell’agonismo, ogni secondo conta. E se una gomma veloce, abbinata a una bici full-suspended all’avanguardia, può garantire la scorrevolezza necessaria per guadagnare quei secondi, allora il “paradosso” si dissolve.

Le mountain bike da cross-country non sono diventate più capaci per affrontare terreni più difficili, ma per permettere ai rider di affrontarli più velocemente, anche con le gomme meno tassellate possibili.