Il palcoscenico della Val di Sole è pronto a infiammarsi. Non si tratta solo di startlist stellari, della consueta lotta feroce per lo scettro maschile o della spietata difesa del titolo femminile. Il vero spettacolo, in questa edizione, si gioca sul piano tecnico. Stiamo infatti attraversando uno snodo cruciale per l’ingegneria del cross country, uno scontro epocale tra formati e filosofie costruttive.

L’alba dei “Giganti” o il trionfo della maturità?
Mentre l’ombra delle ruote da 32″ si allunga sul paddock (con Cube pronta a far debuttare il suo nuovo formato), le 29″ rispondono con la loro massima espressione evolutiva. Ma siamo davvero sicuri di essere al tramonto definitivo del formato attuale? Le dinamiche di massa rotazionale e le geometrie estreme necessarie per far curvare una 32″ nel tecnico moderno non sono fattori banali. La sfida in Val di Sole si gioca proprio qui: il nuovo formato “extra” contro il consolidamento assoluto e iper–tecnologico delle 29 pollici.

Le protagoniste del Mondiale: i bolidi al via
Tutti gli occhi sono puntati sull’evoluzione dei mezzi, in una vera e propria guerra all’ultimo grammo e alla massima integrazione elettronica. Ecco le armi che si scontreranno sui rock garden trentini:
- Wilier: ultima arrivata in ordine di tempo sul mercato. Alleggerita all’estremo, con finiture speciali per l’iride e un’idraulica ottimizzata per incassare gli impatti ad altissima velocità.
- Scott Spark RC: la leggenda in continua evoluzione, il benchmark con cui Nino Schurter ha inanellato 10 titoli mondiali.
- Specialized Epic 9: il bolide di Adrien Boichis, fresco campione del mondo XCC, un concentrato di reattività elettronica e dinamica di guida.
- Giant: rinnovata profondamente in questo 2026, è l’affilata arma scelta da Alan Hatherly e Dario Lillo.
- Orbea Oiz: snellita all’inverosimile, un bisturi progettato con un’unica missione: aggredire le pendenze più aspre.
- Canyon Lux: riprogettata ex novo per Mathieu van der Poel, pensata per scaricare a terra wattaggi brutali senza la minima dispersione torsionale.

Tanta tecnologia, sì: ma contano le gambe!
Stiamo assistendo a uno scontro che segnerà quest’epoca del racing-riding, fatto di scelte costruttive radicali e interpretazioni differenti del cross country moderno. Tuttavia, l’elettronica da paura e i chili persi sui telai non bastano. A vincere sarà chi avrà la condizione migliore, lo stile più raffinato e la lucidità tattica per domare il tracciato.
In attesa del “super–mondiale” francese, dove lo scontro tra “giganti” a 32 pollici potrebbe esplodere in via definitiva, godiamoci questo capolavoro di finezze ingegneristiche a 29 pollici.














