La Federazione sospende la convenzioni con ACSI: ora cosa succede?

Sinalunga
Come cambierà il movimento della amatoria della mountain bike dopo queste decisione della FCI?
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Nelle ultime settimane ha suscitato tantissime critiche la scelta della Federazione Ciclistica Italiana di modificare alcune tariffe di tesseramento per la stagione 2026. Ieri, poi, è arrivata un’altra notizia destinata ad alimentare ulteriormente le tensioni: la sospensione della convenzione tra FCI e ACSI.

Le novità della FCI: dagli aumenti delle quote di tesseramento alla sospensione della convenzione con ACSI

Il 17 settembre il Consiglio Federale ha approvato un deciso incremento di diverse quote per il prossimo anno. Gli aumenti più rilevanti, che hanno generato le maggiori critiche, riguardano l’affiliazione delle società, passata da 150 a 300 euro, e la tessera giornaliera, anch’essa raddoppiata da 10 a 20 euro. Ma non si tratta degli unici rincari: le scuole tecniche vedranno crescere la quota da 95 a 130 euro, mentre il tesseramento amatoriale passerà da 45 a 50 euro. A risentirne saranno anche le associazioni e i giovani ciclisti: giovanissimi, esordienti, allievi e juniores dovranno affrontare un aumento di 10 euro ciascuno.

Come se non bastasse, ieri è arrivata una nuova doccia fredda: la sospensione dell’accordo di reciprocità tra ACSI e FCI. Negli ultimi anni, infatti, le due realtà, insieme ad altri Enti di Promozione Sportiva, avevano stipulato un’intesa che consentiva ai tesserati di un ente di partecipare liberamente alle manifestazioni organizzate dall’altro, senza dover richiedere un’ulteriore tessera. La questione principale riguardava la copertura assicurativa. Tuttavia, nonostante l’accordo fosse stato rinnovato a maggio fino al 31 dicembre, da oggi i suoi effetti vengono meno.

Che effetti avrà questa decisione sugli amatori?

Per gli amatori e per le società cambia tutto. La mancata proroga della convenzione in vista del 2026, in mancanza di un accordo, comporterà un aumento dei costi per i granfondisti, che saranno costretti a verificare di volta in volta sotto quale ente sia organizzata la manifestazione per poter partecipare. Anche se nell’immediato le conseguenze pratiche sono limitate, dato che la stagione delle Gran Fondo è ormai conclusa, la situazione aggiunge ulteriore incertezza a un quadro già complesso.

Una decisione che rischia di ampliare ancora di più la distanza tra i tesserati, che sono il vero cuore del movimento e le istituzioni. Molti vedono in questa mossa un’azione di natura politica, mirata a spostare l’attenzione dagli aumenti e a rinegoziare i rapporti tra gli Enti. Ma per la Federciclismo il pericolo concreto è quello di allontanare ulteriormente i propri iscritti, spingendoli verso altri organismi di promozione sportiva.

La prima risposta arriva dalla Caveja Cup

E ovviamente non hanno tardato ad arrivare le reazioni delle società. Tra le prime a prendere posizione con un comunicato, che pubblichiamo qui sotto, è stato il circuito Caveja Cup.

«La stagione 2026 del Caveja Bike Cup è già stata definita da qualche settimana ed è in attesa di essere presentata in occasione della nostra cerimonia di premiazioni finale. Tuttavia, alla luce della notizia di sospensione della convenzione tra FCI e ACSI, emessa attraverso un comunicato di due righe senza nessuna motivazione, questo comitato organizzatore ritiene opportuno fermarsi per valutare il futuro del circuito», si legge nel comunicato ufficiale del circuito.

La nota poi continua: «Crediamo che in un momento come quello che affrontiamo, con eventi in calo anche del 70%, gli enti e le federazioni che ci rappresentano, dovrebbero essere i primi promotori per la pratica dello sport agonistico. Ciononostante sta succedendo l’esatto opposto, ovvero politiche di accaparramento di tesserati con gravi mancanze di rispetto nei confronti degli atleti e degli organizzatori. Due componenti che ricordiamo, sono il motore vitale della Federazione e del mondo amatoriale. Ci dispiace dunque comunicare che nel caso in cui le parti non troveranno una soluzione immediata nella tutela di noi organizzatori, il futuro di questo circuito sarà irrimediabilmente compromesso».

Caveja Cup