
Negli ultimi anni le sezioni degli pneumatici sono cresciute in modo evidente, anche e soprattutto nel mondo del Cross Country. In un arco di tempo relativamente breve si è passati dal “classico” 2.1”-2.2” al 2.3”, fino ad arrivare oggi al 2.4” e oltre, senza dimenticare tutte le misure intermedie che hanno accompagnato questa evoluzione.
Una tendenza che riflette l’evoluzione della disciplina (qui un approfondimento), ma che solleva anche una domanda legittima: ha davvero senso spingersi oltre, soprattutto in ambito XC?
Quali sono i vantaggi di avere una gomma più larga?
La risposta, come spesso accade, non è univoca e se si sta valutando un passaggio a dimensioni superiori in primis tutto dipende molto da ciò che si sta cercando. Il primo aspetto da considerare è la corretta combinazione tra cerchio e copertone. Una sezione più abbondante richiede una larghezza di canale adeguata per lavorare correttamente: montare una gomma larga su un cerchio stretto, o viceversa, porta a compromessi che rischiano di vanificare i benefici teorici (oltre a portare pericoli, tipo di stallonamento). La scelta del canale influisce direttamente sulla forma dello pneumatico (la “resa”, che può differenziarsi anche di molto rispetto a dimensioni “su carta”) e sul comportamento in curva, in frenata e in trazione.
Ma ci possono essere anche effetti desiderati. Una gomma più “spanciata” offre un maggior volume d’aria, con un conseguente aumento dell’effetto smorzante e del comfort (qui un approfondimento: https://www.quimtbmagazine.it/2025/02/20/le-gomme-il-sistema-di-assorbimento-nascosto-della-tua-mtb/). Questo può tradursi in maggiore controllo sui fondi sconnessi e in una trazione superiore, soprattutto in salita e nelle sezioni tecniche.

Tuttavia, una sezione troppo generosa non è priva di controindicazioni (oltre a quelle dettate dalla combinazione gomma-cerchi descritta), in particolare quando si parla di Cross Country (ma incluse anche le lunghe distanze).
Esistono però anche dei difetti in questa crescita
L’XC nasce e rimane una disciplina orientata alla velocità, all’efficienza e alla leggerezza. Aumentare troppo la sezione degli pneumatici significa, inevitabilmente, appesantire la bici, incrementare la resistenza al rotolamento e, in alcuni casi, ridurre la precisione di guida. Una gomma molto larga tende a “galleggiare” maggiormente, ma può risultare meno reattiva nei cambi di direzione e meno incisiva sui fondi compatti.
C’è poi il tema del passaggio ruota, spesso sottovalutato. Sezioni abbondanti richiedono telai e forcelle progettati di conseguenza, e non tutte le bici XC sono pensate per ospitare copertoni molto larghi senza compromessi. Inoltre, in determinate condizioni (come fango, terreni argillosi o particolarmente umidi) una gomma più stretta continua a essere la scelta ideale, perché riduce l’effetto “raccoglitore” di terra e permette allo pneumatico di mantenere un comportamento più costante.
In definitiva, l’aumento delle sezioni è una tendenza comprensibile e, entro certi limiti, anche vantaggiosa. Ma nell’XC è fondamentale trovare il giusto equilibrio tra comfort, trazione ed efficienza. Spingersi oltre una certa misura rischia di snaturare una bici pensata per essere veloce, trasformando un potenziale vantaggio in un limite. Come sempre, la chiave sta nella scelta consapevole.











