Negli ultimi dieci anni la Mtb ha vissuto una vera e propria rivoluzione. Parlando nello specifico di Cross Country, solo negli ultimissimi anni c’è stato un naturale rallentamento, con un nuovo stazionare delle bici sulle caratteristiche attuali.
Tuttavia, il cambiamento è stato in precedenza così netto che, osservando vecchie foto di gare e atleti, complice anche il recente annuncio di addio alle competizioni da parte degli svizzeri Nino Schurter e Thomas Litscher, anche oggi viene ancora spontaneo chiedersi: perché un tempo era così raro vedere una “Full” in gara, mentre oggi è praticamente la scelta dominante?
Le ragioni che hanno favorito l’evoluzione delle Full da Cross Country
Le ragioni sono molteplici e vanno ricercate soprattutto nelle caratteristiche tecniche delle bici di allora (ma non solo). Le Full di dieci-quindici anni fa, abbinate a ruote da 26 o 27,5 pollici, risultavano meno capaci sul piano della scorrevolezza in primis e poi delle capacità.
Il limite principale era legato alle geometrie: erano poco pedalabili, faticavano a competere in salita con le front e davano relativi pochi vantaggi in discesa.

Il peso giocava poi sicuramente un ruolo piuttosto centrale, ma non era l’unico fattore discriminante: in alcuni casi la differenza tra Front e Full era simile a quella attuale (se non addirittura inferiore). Anche se, i percorsi, spesso prevedevano più salita e quindi anche il peso assumeva altro valore.
Il problema spesso risiedeva poi anche nelle sospensioni, di corsa obbligatoriamente breve e spesso poco efficaci nei sistemi di blocco. Il risultato era il fastidioso effetto “bobbing”, cioè quel fastidioso sobbalzare, con annessa dispersione di energia a ogni colpo di pedale.
Le innovazione che hanno reso possibile lo sviluppo
Negli ultimi anni, invece, telai più leggeri (ma non sempre), geometrie moderne (favorite dall’ampiezza delle ruote da 29”), sospensioni raffinate hanno reso le Full non solo competitive in discesa, ma anche estremamente performanti in salita (dove l’ammortizzazione, più controllata, può dare anche vantaggi).
La scelta della bici nell’ultimo decennio si è spostata progressivamente verso le Full, influenzata anche dal diverso modello competitivo richiesto: gare più veloci, tecniche e meno basate sulla resistenza rispetto ad un tempo.

Insomma, tanti ragionamenti per dire che questa tendenza trova fondamento nei grandi passi in avanti fatti dall’era delle 29” in poi e dalla metamorfosi delle gare. Oggi sta di fatto che le biammortizzate rappresentano la scelta ovvia per l’XC.
E ora, ci sarà un’altra svolta? Se sì, quando?
Forse, qualcuno ipotizza, con l’introduzione delle ruote da 32 pollici. Ma intanto, la rivoluzione delle biammortizzate, anche nell’XC, è ormai una realtà consolidata.















