La stagione delle conferme: tra i top team XC domina la continuità tecnica

Top team XC
Scott continua a puntare su Spark, ma non è da escludere l’arrivo di una una Full “ridotta”. Tester importanti non mancherebbero. Fresco di “ritiro”, seppur parziale, un dieci volte campione del mondo di specialità (credit: @muzikstation)
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Sul nostro sito abbiamo recentemente analizzato le scelte tecniche di alcuni dei principali team di Coppa del Mondo Cross Country. Una tendenza, più di altre, sta emergendo con chiarezza: sempre più squadre mettono a disposizione degli atleti due piattaforme Full suspended, una con escursione “classica” da 110-120 mm e una più contenuta con travel da 80-90 mm (l’esempio di BH). Una doppia opzione che permette di muoversi agilmente tra i tracciati moderni, in generale più tecnici, ma in alcuni casi ancora molto molto esigenti anche altimetricamente.

Accanto a questa evoluzione tecnica, si nota però un altro elemento altrettanto interessante: il 2026 si preannuncia come un anno all’insegna della continuità, con pochi stravolgimenti e molte conferme. I team sembrano preferire l’affinamento di piattaforme già vincenti piuttosto che rivoluzioni radicali. Abbiamo selezionato alcune delle realtà più rappresentative per capire meglio la direzione intrapresa.

Le scelte dei top team XC

Tra gli esempi più evidenti c’è quello di Cannondale Factory Racing, che continua a dare piena fiducia alla Scalpel, mantenendo di fatto la stessa base tecnica della scorsa stagione (qui il loro racconto del pre-stagione). Stessa filosofia anche per Wilier-Vittoria MTB Factory Team, dove la URTA SLR resta al centro del progetto. La piattaforma presentata lo scorso anno continua quindi a rappresentare il riferimento tecnico per la squadra.

Top team XC
CFR con Scalpel: anche per loro pochissimi cambiamenti (credit: @mmondini_photo)

Entrambi i team citati mantengono la singola opzione, ma così non in casa Specialized Factory Racing XC, dove si prosegue invece con la strategia già consolidata della doppia piattaforma: la Epic, con escursione piena, e la Epic World Cup, versione più leggera e con travel ridotto pensata per i percorsi più veloci.

Infine, altri due team sembrerebbero più orientati verso la strada “a senso unico”. Infatti anche Scott-SRAM MTB Racing rimane fedele alla propria Spark, così come Giant Factory Off-Road Team, che schiererà ovviamente ancora la Anthem, essendo questa una delle piattaforme più recenti ad essere stata presentata, ma soprattutto avendo già dimostrato le qualità accompagnando Alan Hatherly verso la conquista del suo secondo Campionato del Mondo.

Il 2026 sarà l’anno delle conferme

Insomma, guardando il quadro complessivo, il messaggio che arriva dal paddock è piuttosto chiaro: i top team punteranno su ciò che ha già dimostrato di funzionare.

Top team XC
La Epic WC, pur essendo utilizzata meno rispetto alla versione standard, rimane una scelta interessante per percorsi veloci e meno estremi. Atleti come Laura Stigger e Martin Vidaurre continuano a preferirla in determinate condizioni, mentre Victor Koretzky appare in linea di massima più legato alla Epic con escursione “completa”

Le geometrie sono ormai mature, l’integrazione dei componenti è sempre più avanzata e anche l’elettronica sta trovando una propria dimensione stabile all’interno del mondo XC. Salvo sorprese, il 2026 non sarà l’anno delle grandi rivoluzioni tecniche, ma piuttosto quello delle conferme. E in Coppa del Mondo, dove ogni dettaglio può fare la differenza tra vittoria e sconfitta, la continuità può rivelarsi la scelta più intelligente di tutte.