A gennaio il sole di Malaga ha illuminato il primo grande appuntamento dell’anno per il Cannondale Factory Racing, che ha aperto le porte del proprio ritiro pre-stagionale in un breve documentario firmato Global Mountain Bike Network. Un racconto autentico, lontano dalle luci dei podi, che mostra il lavoro silenzioso su cui si costruisce una stagione.
CFR Training Camp, Giorno 1: test meccanici e palestra
La prima delle due giornate mostrate è dedicata ai test con i meccanici. È il momento dei primi incontri ufficiali tra atleti e staff tecnico, un confronto diretto fatto di sensazioni, appunti e micro-regolazioni. Il format è semplice, ma rigoroso: un breve circuito da ripetere più volte alternando i set-up, con sessioni a due atleti per volta. Nel video i protagonisti sono Aldridge e Neff, concentrati e metodici, impegnati a tradurre in parole ciò che la bici restituisce su ogni tratto.

Il focus principale è sulle sospensioni: al posteriore lavora l’elettronica Fox Live Valve Neo, chiamato a garantire reattività e sostegno in ogni fase; all’anteriore la classica Lefty Ocho, da cui si richiede precisione e leggerezza. Ma non si vive di sole sospensioni. Grande attenzione è riservata alle ruote con cerchi FSA e, soprattutto, alle gomme Schwalbe. Sezioni, tassellature, pressioni, carcasse: ogni dettaglio viene analizzato. Nel confronto si parla anche di struttura radiale o tradizionale, di scorrevolezza contro grip, di comfort contro rigidità laterale. Sono gli stessi partner della passata stagione, ma qui nulla è dato per scontato: si testa continuamente, si affina, si ricomincia.
Il pomeriggio si chiude in palestra. Lavoro di squadra, ma approcci diversi. C’è chi punta sui pesi per sviluppare forza esplosiva, chi cura soprattutto il core e la stabilità funzionale all’efficienza di pedalata, chi lavora in modo mirato su specifici distretti muscolari per migliorare l’economia del gesto. E poi c’è la giovane Ana Santos, concentrata sul recupero da un infortunio: esercizi controllati, attenzione alla mobilità e progressioni calibrate. Un mosaico di esigenze differenti che convivono sotto lo stesso tetto.

CFR Training Camp, Giorno 2: uscita di gruppo
La seconda giornata di racconto prevedeva invece un’uscita su strada tutti insieme. Chilometri utili a costruire resistenza aerobica, certo, ma soprattutto a creare gruppo. Nella Mtb il gioco di squadra non è strutturato come nel ciclismo su strada, eppure può fare la differenza in situazioni chiave. Lo scorso anno Martin e Aldridge, ad esempio, si sono spesso aiutati in gara, dimostrando che la collaborazione non è un’eccezione ma una risorsa essenziale (qui un approfondimento).
Il ritiro di Malaga serve anche a questo: trasformare individualità forti in un collettivo coeso. Tra allenamenti, risate e momenti condivisi nasce quell’affiatamento che si riflette nei paddock, nei trasferimenti, nelle giornate di tensione pre-gara. Dal caos apparente delle personalità emerge un mix equilibrato.


Il CFR ha tutte le carte in regola per farlo funzionare: talento, metodo e la consapevolezza che ogni dettaglio – tecnico o umano – può fare la differenza quando la stagione entrerà nel vivo. Ora, davanti, la prova del 9.
Il documentario “The Side Of Pro Mountain Biking The World Doesn’t See”:












