Citando le parole di un certo Peter Sagan, se in gruppo ci sono cento corridori, ci saranno cento storie diverse da raccontare. Perchè scegliamo proprio questa? Perchè è una storia vincente. E speriamo che possa ispirare i giovani bikers..
Oggi parliamo di Jakob Dorigoni, un atleta classe 1998, dal temperamento calmo, quasi glaciale, ma esplosivo e dinamitardo in gara. Jakob, da qualche anno, è la “bandiera” dellaTorpado Kenda FSA: una squadra che, in questo 2026, sta davvero volando con tutti i suoi atleti. La recente vittoria alla Capoliveri Legend Cup, se non fossero bastate tutte le altre, lo ha consacrato definitivamente come biker di vertice. D’altra parte, la Coppa del Mondo ha un sapore diverso e un fascino tutto suo.
La multidisciplina esiste anche in Italia
Si parla tanto di “multidisciplina”, una parola che rimanda immediatamente a corridori come Pidcock, Van der Poel o Alan Hatherly. Una parola che, insomma, fa pensare subito a nomi “pesanti”, gente che ha scritto la storia di questo sport. Eppure, questa “multidisciplina” ce l’abbiamo anche noi, “a casa nostra”.

Chi vi sta scrivendo, infatti, ha incontrato per la prima volta Jakob Dorigoni direttamente nel gruppo degli Under23 su strada. Sì, quello stesso biker che ha trionfato in una gara così tecnica come la Capoliveri Legend Cup, ha gareggiato anche su strada. E andava pure forte! Le dinamiche del ciclismo road, però, si sa, sono diverse e – forse – Jakob non è riuscito a brillare come avrebbe potuto e come, in realtà, ha fatto offroad.
Perché, “Jack” – come lo chiamano i suoi compagni di squadra in Torpado – non è solo un maratoneta. Tutt’altro: Jakob nasce come specialista delle discipline “brevi”, nel ciclocross e nel xco. E la sfilza di maglie tricolori che ha collezionato, sommando entrambe le specialità, ne confermano le doti e il talento.
Un atleta versatile: il prototipo del rider moderno
Ma che tipo di corridore è Jakob? Rispondere a questa domanda è molto difficile. Quando è in forma, diventa un osso duro sulle salite lunghe. Quando è in forma, brilla sul suo terreno preferito: il saliscendi guidato e tecnico, senza mai un attimo di recupero, tipico del xco e del cx.

E nonostante sia un rider classe ‘98, sembra che non abbia ancora raggiunto l’apice. I risultati lo confermano: Dorigoni continua a migliorare di anno in anno. Da spettatori, saremmo curiosi di rivederlo – con la gamba (e la consapevolezza) di oggi – su strada, o nel xco. Ma da addetti ai lavori, ce lo godiamo volentieri nel marathon, inserito nella corazzata che – attualmente – è diventata la Torpado Kenda FSA.
Si sa, quando si è circondati da rider di qualità – come Rabensteiner, De Cosmo, South e Chiarini – il livello non può che alzarsi. Veloce, resistente sulla distanza ma anche esplosivo, Jakob è un esempio tutto italiano del prototipo di rider moderno.














