L’aria che si respirava nei paddock della prima, inedita, tappa di Coppa del Mondo XC 2026 in Corea del Sud era satura di un’attesa quasi febbrile. Tutto il mondo del ciclismo off-road si aspettava di vedere finalmente in azione la grande promessa del momento: le ruote da 32 pollici. Un salto dimensionale enorme, atteso come una vera rivoluzione.
Eppure, il tracciato ha restituito un responso diverso: non si è vista in gara né durante le prove libere alcuna traccia di questo nuovo standard. Non si tratta solo di ruote dal diametro maggiorato, ma dello sviluppo di interi telai ridisegnati da zero, con geometrie stravolte e cinematismi ripensati. Il fatto che non si sia ancora pronti al grande salto emerge proprio dalle novità portate in scena in Sud Corea.
I grandi marchi, tra cui Specialized, Canyon, Scott e Giant, hanno mostrato di cosa sono ancora capaci i mezzi da 29 pollici. Si assiste a una rivoluzione interna a questo formato, spinto verso quello che sembra l’ultimo e definitivo apice prestazionale prima dell’era delle 32″.

Specialized Epic 9: la rivoluzione del peso
La nuova Specialized Epic 9 rappresenta una rivoluzione in termini di peso e di ingegneria dei materiali. Le sue caratteristiche salienti impressionano:
- Pesi da record: scende sotto la soglia dei 10 kg, mantenendo al contempo un design muscoloso ed escursioni generose.
- Rigidità ottimizzata: riesce a conservare una rigidità torsionale d’eccellenza, fondamentale per i violenti rilanci tipici del cross country odierno.
- Nuovi cinematismi: le nuove tecnologie costruttive hanno affinato il comportamento del carro, rendendo la bici molto aggressiva.
Il suo debutto è stato ambivalente: se nel comparto maschile non ha brillato a dovere, in campo femminile Sina Frei ha portato la Epic 9 direttamente sul gradino più alto del podio, dimostrando il potenziale devastante di questo telaio.
Canyon Lux World Cup: l’equilibrio nel mezzo
E come non parlare della nuova Canyon Lux World Cup? È un mezzo che si differenzia nettamente dalle tendenze estreme attuali: infatti, Canyon ha creato una piattaforma incredibilmente bilanciata. Ecco tre caratteristiche fondamentali:
- Fissa l’ago della bilancia a 9.8 kg;
- Presenta un angolo di sterzo aperto di ben 2.5 gradi in più rispetto al passato;
- Sfrutta cinematismi regolabili per ottimizzare la resa globale.
Insomma, questa nuova Canyon Lux WC sembra estremamente bilanciata. Non estremizza un singolo aspetto, ma offre trazione costante in salita senza rinunciare a una precisione chirurgica nelle linee di discesa più tecniche.

Il misterioso prototipo Scott Spark 2027
L’attesa per la nuova Scott Spark RC cresce, alimentata dai test sul campo di un prototipo coperto da livree mimetiche. Il dettaglio che più balza all’occhio è l’audace riposizionamento dell’ammortizzatore posteriore, frutto evidente di lunghissime sessioni di ricerca e sviluppo sull’integrazione delle sospensioni.
Fin dalle primissime battute sulle contropendenze viscide del fango sudcoreano, i piloti Scott sono apparsi in totale controllo del mezzo, segno che il progetto è ormai maturo. Visivamente, il telaio è molto snello e si preannuncia leggerissimo, già equipaggiato totalmente con trasmissioni e sospensioni elettroniche SRAM e RockShox, oltre ai sistemi integrati Syncros. Praticamente, manca solo l’ufficialità del lancio.


Giant Anthem e il colpo di genio di Dario Lillo
La Giant Anthem in dotazione ai team si è sempre distinta per la sua immensa capacità di personalizzazione, emblema dell’evoluzione down-country nel segmento XC. In un weekend di gara complicato dal fango, in cui molti atleti hanno faticato con i setup, lo svizzero Dario Lillo ha capitalizzato al massimo queste finezze meccaniche.
Oltre a cucirsi addosso le geometrie del telaio, ha compiuto un vero capolavoro scegliendo le gomme Maxxis Beaver. Queste coperture specifiche per il fango gli hanno garantito direzionalità e grip, fornendogli una sicurezza impareggiabile rispetto alla concorrenza. È la dimostrazione che, al di là dei telai ultra-tecnologici, la sensibilità del pilota e la capacità di adattarsi alle condizioni rimangono cruciali per il successo.
Le 29″ di oggi o le 32″ di domani?
Il momento dei 32 pollici non è ancora arrivato, ma l’imminenza di questo passaggio si riflette nei progetti attuali. Le soluzioni estreme di integrazione, le geometrie allungate e la maniacale attenzione al peso che vediamo oggi sui campi di gara, potrebbero essere derive tecnologiche nate dagli studi sulle ruote maggiorate e applicate, per ora, sulle 29“.
È lecito, in sostanza, domandarsi se le 29 pollici ammirate ai box in Corea del Sud non siano altro che le 32 pollici di domani in formato ridotto. Nel frattempo, in attesa di scoprire i segreti racchiusi nei paddock, non resta che continuare a spingere sui pedali.













