Tra le curiosità emerse nelle ultime settimane ce n’è una piuttosto “vistosa”, che non può certamente essere ignorata: il “ritorno” delle ruote ad alto profilo anche nel mondo XC (qui la notizia). Una soluzione fino a poco tempo fa confinata alla strada o al Gravel più racing e che è comparsa inaspettatamente nello scorso weekend sotto le bici dei protagonisti della Coppa del Mondo.
Origine Racing Division. Osservando meglio il materiale utilizzato nel weekend di gara, è emerso un particolare sfuggitoci nel trambusto delle curiosità: anche il team francese ha scelto ruote ENVE ad alto profilo. Una soluzione utilizzata però soltanto da Martina Berta, in questo fine settimana discreto, ma non completamente soddisfacente sul piano del risultato (nona e undicesima nelle due gare).

Il primo responso del campo, infatti, racconta una situazione chiara: le ruote alte sembrano funzionare, ma non sono certamente per ora una necessità universale. A vincere l’XCC è stato infatti Azzaro con un set-up più tradizionale, come gli altri primissimi.
Le ruote ad alto profilo però con probabilità entreranno stabilmente nel lessico tecnico dell’XC di alto livello. I vantaggi teorici sono evidenti: maggiore efficienza aerodinamica alle alte velocità, migliore mantenimento dell’inerzia e una sensazione di rigidità superiore nei tratti più scorrevoli. Tutti aspetti che oggi assumono un peso enorme su circuiti sempre più veloci, compatti e pedalati.

Non è un caso che anche Cannondale Factory Racing abbia sposato apertamente questa filosofia. Nel team americano praticamente tutti lo scorso weekend hanno utilizzato ruote ad alto profilo negli Short Track: da Charlie Aldridge a Luca Martin, rispettivamente quinto e sesto al traguardo, fino a Jolanda Neff, sfortunata in Repubblica Ceca.
Il primo responso, seppur difficile da decifrare, è arrivato. Le ruote ad alto profilo staranno mica smettendo di essere un esperimento? Per ora sembrerebbero più un’eccezione.










