Prima o poi doveva succedere davvero. Dopo anni di contaminazioni stradistiche all’insegna della velocità, con copriscarpa aero, body (qui), caschi carenati (qui), pneumatici gravel adattati all’XC (qui), e chi più ne ha ne metta, anche la mountain bike riscopre l’alto profilo per le ruote.
In passato qualche esperimento c’era già stato, fin dagli anni ’90, per poi proseguire seppur sporadicamente nei primi anni 2000. Il salto però potrebbe rivelarsi stavolta più concreto, anche considerando le tendenze attuali. Fatto sta che Cannondale Factory Racing ha annunciato per la tappa di Coppa del Mondo di Nove Mesto (una delle capitali della Mtb) un set-up destinato a far discutere.

Analizziamo il nuovo set-up del Cannondale Factory Racing
La protagonista è la solita Scalpel LAB71, equipaggiata però con una speciale coppia di ruote Reserve 48/53 GR (qui l’annuncio ufficiale della nuova collaborazione). Numeri che indicano l’altezza del cerchio e che fino a poco tempo fa sarebbero sembrati più adatti tutt’al più a una bici da aero da strada. Poi, per l’alto profilo, il passaggio al cosiddetto “Gravel racing”, e ora la Mountain.
Con molta probabilità vedremo queste ruote allestite ad hoc (il cerchio è da Gravel, ma con mozzi con standard da Mtb, e in questo caso per Lefty anteriore) solo nelle gare Short Track, le più veloci, esplosive e tattiche. Il terreno ideale per questo grande ritorno: circuiti brevi, con rilanci continui e velocità elevate, ben oltre i 30 km/h.

CFR dunque, primo team al mondo a utilizzare questo wheelset in una competizione Short Track (qui il loro interessante pre-stagione), vuol portare ancora una volta segnali chiari, che oggi vengono ribaditi ancor meglio: la ricerca della performance ormai passa anche dalla riduzione della resistenza all’aria, anche nel fuoristrada.
Le nuove ruote verranno montate con coperture scorrevoli, quali Schwalbe Thunder Burt SPEED da 2.1″. Per il resto, l’allestimento resta quello “classico”.

In chiusura, possiamo dire che resta ovviamente da capire quanto queste soluzioni possano adattarsi ai percorsi più tecnici o alle gare XCO tradizionali, dove maneggevolezza e assorbimento continuano a essere fondamentali. Qualcosa di più lo sapremo nei prossimi giorni. Intanto l’alto profilo non è più soltanto roba da strada. Per il resto, c’è solo da attendere.













