Se la Downhill ci ha abituato a scariche di adrenalina concentrate in pochi minuti, le lunghe distanze della Coppa del Mondo Marathon ci insegnano che la pazienza tattica è l’arma più letale di tutte. La terza tappa della HERO UCI Marathon World Cup, andata in scena a Naturland Andorra, ne è stata la prova lampante. Sui sentieri dei Pirenei, lo spagnolo David Valero Serrano e la svizzera Anna Weinbeer hanno dominato una gara massacrante, dove la gestione delle energie ha fatto la differenza tra il trionfo e la crisi nera.
Il formato inedito: un circuito che piace
I 123 atleti schierati al via, in rappresentanza di 28 nazioni, si sono trovati di fronte a un tracciato di 68 km con 2.145 metri di dislivello. La particolarità di questa tappa? Il percorso era suddiviso in tre giri da circa 22 km ciascuno.
Questo formato ha permesso ai top rider di calibrare la strategia in modo millimetrico: un primo giro per studiare il terreno e prendere le misure, un secondo per fare selezione, e un terzo, spietato giro per aprire il gas a tutta e raschiare il fondo del barile delle energie.

Gara maschile: tattica, altitudine e un podio tutto “hispano”
Nella prova maschile, David Valero Serrano (Klimatiza Orbea Team) ha interpretato la gara come un vero calcolatore. Nei primi giri ha lasciato sfogare gli avversari, tra cui il norvegese Eskil Evensen-Lie e l’ormai ex leader di Coppa Wout Alleman.
Il capolavoro tattico dello spagnolo si è concretizzato nell’ultima tornata. Valero si è ritrovato a guidare un gruppetto d’élite che comprendeva mostri sacri come Leo Paez (Team Leecougan Basso Factory Racing) e gli italiani Dario Cherchi e Samuele Porro. Sull’ultima e decisiva salita, a soli 5 km dal traguardo, Valero ha rotto gli indugi: ha sferrato un attacco micidiale che ha lasciato Paez sul posto, andando a tagliare il traguardo a braccia alzate con il tempo di 2:57:45.
Paez ha cercato di ricucire, ma si è dovuto accontentare della seconda piazza a poco più di 15 secondi. A chiudere un podio incredibilmente tutto di lingua spagnola è stato l’outsider messicano Jose Gerardo Ulloa Arevalo, che ha saputo sfruttare l’abitudine all’alta quota chiudendo al terzo posto (3:00:06).
Una vittoria che sa di redenzione per Valero, che ha dichiarato: “Sono felice di aver vinto soprattutto perché nella mia carriera ho sempre sofferto l’altitudine. Quest’anno però mi sono preparato in Sierra Nevada, dietro casa: a quanto pare oggi ho raccolto i frutti del mio lavoro”. Con questo trionfo, lo spagnolo strappa la maglia rossa di leader della generale ad Alleman, scivolato in dodicesima posizione.


Gara femminile: l’inarrestabile tris di Anna Weinbeer
Tra le donne, non sembra esserci antidoto allo strapotere di Anna Weinbeer. La portacolori del team KTM Spada ha calato il tris, portando a casa la terza vittoria consecutiva in Coppa del Mondo con un tempo di 3:34:08.
Anche per lei, la parola d’ordine è stata la gestione. Dopo aver rincorso a distanza la polacca Paula Gorycka–Kurmann, la svizzera ha innestato il turbo nell’ultimo giro, sbaragliando la concorrenza. “Una gara estenuante, aggravata dalle temperature, ma ho mantenuto un ritmo regolare e ho corso solo per me stessa”, ha raccontato alla fine.
Al secondo posto ha chiuso la spagnola Natalia Fischer, arrivata stremata dal gran caldo con un ritardo di 51 secondi. Ma a farci esultare è il terzo gradino del podio: una fantastica Claudia Peretti, che con il tempo di 3:36:08 conquista il suo primo podio in carriera in una gara della HERO UCI Marathon World Cup.
Adesso non c’è nemmeno il tempo di rifiatare. Gli specialisti delle lunghe distanze dovranno recuperare in fretta: il prossimo 13 giugno la carovana farà tappa in Italia per il quarto round, la leggendaria e temutissima HERO Südtirol Dolomites. E noi, ovviamente, non vediamo l’ora.













