
C’è un dettaglio tecnico che più di altri racconta quanto il settore Cross Country sia ancora lontano dall’aver trovato una soluzione definitiva: la posizione dell’ammortizzatore (qui un approfondimento più teorico). Basta osservare i nuovi prodotti e prototipi comparsi in Coppa del Mondo per capire come ogni marchio stia seguendo una propria filosofia progettuale, in molti casi persino opposta tra i concorrenti.
Scott cambia la posizione dell’ammortizzatore sulla nuova Spark mettendolo in orizzontale
L’ultimo esempio arriva da Scott. Con la nuova Spark prototipo, vista per la prima volta in gara in Corea, il marchio svizzero ha scelto di ripensare ancora una volta il layout della sospensione posteriore. L’ammortizzatore resta nascosto all’interno del telaio (soluzione ormai simbolo della piattaforma Spark), ma cambia orientamento passando in posizione orizzontale. Questo per una ricerca di compromessi migliori tra rigidità, cinematica, integrazione e distribuzione dei pesi.

Lapierre rimane invece fedele alla tradizione
E’ qui che il panorama diventa davvero interessante. Mentre Scott sceglie l’orizzontale, Lapierre sta andando esattamente nella direzione opposta. Il nuovo prototipo francese abbandona infatti il layout orizzontale (oggi il più diffuso nel Cross Country) per tornare a un ammortizzatore disposto verticalmente.
Torpado e Giant altre opzioni molto curiose
Una scelta controcorrente che sembra andare nella direzione opposta rispetto a quanto fatto recentemente anche da altri marchi come Torpado con la nuova Renero o Giant con l’ultima evoluzione della Anthem, entrambe orientate verso configurazioni orizzontali e sempre meglio integrate.
Di esempi, però, ce ne sarebbero molti. Ad essere evidente è un panorama tecnico incredibilmente frammentato, forse più di quanto si potesse immaginare qualche anno fa, dove la strada sembrava una sola: quella orizzontale. Ma è anche qui che sta il bello: nel mondo della strada le geometrie e le soluzioni tecniche tendono ormai a convergere rapidamente verso standard condivisi; nella Mtb ogni marchio continua a interpretare la bici, in particolare Full suspended, in modo differente.

Non è solo una questione di estetica
Dietro queste scelte, però, ci sono motivazioni molto complesse dell’estetica. La posizione dell’ammortizzatore influenza infatti numerosi aspetti della bici: rigidità torsionale del telaio, progressività della sospensione, spazio disponibile per borracce e accessori, facilità di manutenzione e baricentro.
In un Cross Country moderno che sta vivendo una trasformazione rapidissima, non deve sorprendere che i costruttori continuino a sperimentare soluzioni differenti senza ancora una direzione dominante. Almeno in questo senso non esiste ancora una formula definitiva. E probabilmente è proprio questa varietà tecnica a rendere il momento attuale uno dei più interessanti degli ultimi anni.












