La tappa di Lenzerheide, per il cross country moderno, sta assumendo un’aura sempre più mistica e carica di significati. Se l’anno scorso avevamo assistito al palcoscenico per l’emozionante addio di Nino Schurter, quest’anno la località elvetica ha preso in consegna il testimone del passaggio a una nuova era. Simbolicamente, dal re incontrastato del formato 29” si è passati al debutto ufficiale, in una gara di Coppa del Mondo XC, delle ruote da 32 pollici.
A battere il primo colpo ufficiale è stata Thömus, glorioso marchio svizzero, che ha scelto proprio il giardino di casa per lanciare nella mischia il suo nuovo prodotto di punta: la Lightrider R32 Worldcup. Una biammortizzata che ricalca le linee e l’efficienza della precedente versione 29, ma la proietta in una dimensione maggiorata e futuristica.

Un debutto in sordina, ma con un podio storico
Il weekend svizzero ha regalato subito un sussulto: la campionessa iridata XCC, Alessandra Keller, ha colto un importantissimo terzo posto nella specialità Short Track (XCC). Un risultato che lasciava presagire una domenica campale, un debutto col botto. Tuttavia, nell’XCO puro la musica è stata diversa: la stessa Keller e il compagno Mathias Flückiger non hanno brillato quanto sperato.
Questo ha fatto sì che la vera notizia – il primo podio nella storia della Coppa del Mondo per una mtb da 32″ – sia passata un po’ in secondo piano, offuscata dalla bagarre e dai piazzamenti finali di un fine settimana sempre elettrizzante. Ma i risultati della gara domenicale non devono ingannare: la Thömus si è tenuta stretta un risultato storico, dimostrando che il formato da 32 pollici ha compiuto uno step evolutivo impressionante.

Non un riadattamento, ma un progetto fatto e finito
Dimenticatevi i “Frankenstein” o i test acerbi visti in passato. A differenza di alcuni primi esperimenti (come l’interessante prototipo BMC analizzato tempo fa, che mostrava evidenti segni di riadattamento da un telaio preesistente), qui ci troviamo di fronte a un telaio fatto e finito. La Thömus Lightrider R32 non ha interruzioni né raccordi posticci: è a tutti gli effetti il fratello maggiore della 29″, nato e ingegnerizzato specificamente per supportare le ruotone.
E a dimostrare che l’industria ci sta lavorando seriamente – anche quando i comunicati stampa tacciono – entrano in gioco i pesi massimi della componentistica:
- Sospensioni (e ruote) DT Swiss. Il colosso elvetico ha sorpreso il paddock presentando una forcella non a steli rovesciati, ma con un design canonico, strutturata in modo da supportare adeguatamente le torsioni e la leva di un diametro maggiorato. Ad accompagnarla al posteriore, un ammortizzatore di derivazione enduro, per gestire al meglio le sollecitazioni.
- Coperture Schwalbe Rick XC. In bella vista, nonostante il silenzio radio precedente, spiccano le gomme Schwalbe. Dopo la rivoluzione “radiale” in ambito gravity di cui vi avevamo già parlato, l’azienda tedesca batte un colpo fortissimo nel settore XC, presentando le nuovissime Rick XC ottimizzate proprio per il diametro da 32“. Le aziende lavorano dietro le quinte, e questo è il primo, inequivocabile segnale.

Il futuro è adesso?
Mentre le attenzioni del grande pubblico erano concentrate sulle mosse di Specialized, Orbea e Scott, che di recente hanno svelato e aggiornato i loro nuovi modelli da 29 pollici scuotendo il mercato tradizionale, Thömus ha risposto con un’accelerazione improvvisa, portando in gara quello che per molti era solo un “gridare alle 32”.
Il debutto ufficiale della Lightrider R32 può essere passato leggermente sotto traccia a livello di copertura mediatica globale, ma è fondamentale evidenziare come questa tecnologia stia facendo passi da gigante. Che si tratti del nuovo standard destinato a dominare il decennio o di un’arma chirurgica per tracciati specifici, una cosa è chiara: le 32 pollici, alla fine, stanno davvero arrivando. E il cross country, ancora una volta, dimostra di essere il laboratorio a cielo aperto più affascinante del mondo off-road.














