Si è appena concluso l’IBF 2026, che da quest’anno abbandona la dicitura “Italian” per consacrarsi definitivamente come International Bike Festival. A giusta ragione, considerando che tra gli stand di Misano abbiamo toccato con mano l’intero panorama ciclistico mondiale, superando i confini del solo spaccato tricolore.
Al termine di queste giornate infuocate, la domanda sorge spontanea: che direzione sta prendendo il ciclismo off-road? A nostro parere, non ci sono segreti o mezze misure: il futuro è tutto alla luce del sole (e a Misano ce n’è stata eccome).

I tre pilastri del mercato: 32 pollici, gravel ed e-bike
Se a Eurobike 2025 avevamo intravisto i primissimi prototipi, oggi all’IBF 2026 il formato a 32 pollici è pura e solida realtà. Un trend che avevamo già percepito in occasione del Taipei Cycle Show di quest’anno e che ora non possiamo che confermare: le 32″ stanno arrivando. Anzi, sono già qui.
Le abbiamo viste debuttare sui campi di gara e ora sono pronte per il mercato. La sensazione è che siano tutte in rampa di lancio: manca solo il casus belli. Tutti i brand aspettano il momento giusto per fare la prima vera mossa.

Gomme, telai e sospensioni: chi è già pronto?
- Copertoni: se Maxxis aveva fatto da pioniere, in questa edizione abbiamo visto Vittoria e Schwalbe fare la voce grossa per colmare il gap.
- Telai: dai modelli full e front fino al gravel. Tra gli stand spiccano le soluzioni di Megamo, Torpado, KTM ed FM Bike, con prototipi che sono ormai realtà perfettamente marcianti e pronte al debutto.
- Ruote e forcelle: FSA e Damil hanno messo in bella mostra i loro cerchi dedicati. Sulle sospensioni la partita è apertissima: dal punto di vista estetico trionfano Intend e Bright (entrambe a steli rovesciati), con un design pulito, senza allungamenti o saldature a vista. Sul disegno tradizionale, DT Swiss fa ancora da padrone, anche se le saldature viste sul modello 32″ di Megamo lasciano intuire che non si tratti ancora di una produzione in grande serie.

Gravel: l’esplosione definitiva del mondo light off-road
Quante bici gravel abbiamo visto a questo IBF? La risposta corretta è semplicemente: “sì”. Linguaggio da Instagram a parte, la portata di questo boom si misura guardando le scelte di marchi storicamente unidirezionali. Un esempio lampante? THOK, da sempre focalizzata sulle e-mtb, si è presentata in fiera con una gravel.
E chi le gravel le fa già, punta dritto al nuovo standard da 32″. Bottecchia Cicli, solo per fare un esempio, si è presentata con la scenografica (ma iper-funzionale) Titan 32″: una bicicletta che anticipa il futuro del nuovo formato ma richiama il fascino “titanico” del passato.
Perché non si vedono gravel ammortizzate? Il motivo è puramente tecnico: le 32” passano sopra a qualsiasi ostacolo. Meno componentistica sulla bici significa meno manutenzione. E, per dirla tutta, non è solo marketing: le 32 pollici si guidano bene, le abbiamo testate. Se per le competizioni (dove si è visto ancora poco) servirà tempo per capire la reale resa dinamica, per un uso amatoriale al momento non ci sono controindicazioni.
Il vero banco di prova sarà la reperibilità dei ricambi dedicati. L’evoluzione richiede i suoi tempi, ed è per questo che vediamo arrivare moltissime novità, ma nessuno fa ancora il primo, azzardato, passo.

E-bike: il futuro corre veloce (ed è anche elettrico)
Come trascurare il settore e-bike? Impossibile. Parliamo di un segmento in fortissima crescita (lo testimonia l’ingresso di Ducati), dove si vede di tutto: dall’e-road, passando per l’e-gravel, fino alle e-mtb più potenti.
Il vero dominatore tra i padiglioni è stato il motore Avinox. Questo brand ha fatto letteralmente un boom colossale: lo abbiamo visto equipaggiare persino una Scott (anche se work-in-progress e nascosta sotto un telo).
All’inseguimento della power unit M2S di Avinox, i colossi Bosch e Polini rimangono i più diffusi. Il nome, l’affidabilità e il know-how di queste aziende rappresentano una garanzia estrema di versatilità.
Nota di merito: per l’incredibile rapporto qualità/prezzo, vi segnaliamo l’ecosistema Hepha, capace di spaziare dalle performance all’uso quotidiano a cifre decisamente ragionevoli.

Componentistica: l’evoluzione tra comfort, stile e protezione
IBF 2026 ha detto molto anche su cosa cercano i rider di oggi. I tre pilastri fondamentali, che vanno rigorosamente di pari passo, sono comfort, stile e protezione.
Il comfort non è solo comodità, ma si traduce in sicurezza. Da un lato troviamo un vestiario stilisticamente rinnovato, che spazia dalle grafiche minimal e luxury fino a esplosioni di colori impattanti. Dall’altro, la sicurezza fa passi da gigante: abbiamo toccato con mano protezioni e airbag di ultima generazione, abbinati a impianti frenanti sempre più potenti, leggeri e migliorati.















