Kavenz VHP X, ancora più alternative e due sistemi trasmissione: tutti i dettagli della nuova piattaforma modulare

Kavenz VHP X
Kavenz VHP X
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Eravamo partiti qui e ci eravamo lasciati qui. Nel frattempo il progetto è andato avanti, i test sono stati completati e adesso la nuova Kavenz VHP X è finalmente pronta per il mercato.

Il richiamo estetico è immediato: la costruzione con tubi in carbonio e congiunzioni in alluminio lavorate dal pieno ricorda da vicino il concetto reso celebre da Atherton Bikes, ma la proposta del marchio tedesco punta ancora più in alto sul fronte della versatilità. Lo ricordiamo, l’idea alla base della VHP X è infatti quella di racchiudere in un unico telaio utilizzi che normalmente richiederebbero piattaforme differenti.

Scopriamo meglio la nuova Kavenz VHP X

Con la VHP X, Kavenz manda in pensione la separazione tra le precedenti VHP V7 e VHP G2 e introduce una piattaforma unica, progettata per adattarsi a esigenze molto diverse. Non si tratta soltanto di scegliere un allestimento, ma di poter configurare la stessa bici in funzione dell’utilizzo, passando da una Trail aggressiva a una vera Downhill senza cambiare telaio.

Kavenz VHP X
Finitura classica

La nuova piattaforma mantiene il caratteristico schema sospensivo Virtual High Pivot sviluppato da Kavenz. Un sistema ad alto pivot che promette di conservare tutti i vantaggi tipici di questa soluzione, in particolare la capacità di assorbimento sugli impatti e la stabilità alle alte velocità, limitando gli effetti indesiderati come il kickback sui pedali e valori eccessivi di anti-rise.

Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio la possibilità di modificare l’escursione posteriore. La VHP X può essere configurata con 154 mm, 177 mm oppure 200 mm di travel, rispettivamente attraverso ammortizzatori da 185×55 mm, 205×65 mm e 225×75 mm. In pratica si passa da una piattaforma pensata per Trail ed Enduro a una macchina da Downhill semplicemente intervenendo sulla configurazione delle sospensioni. Inoltre la corsa può essere ulteriormente affinata tramite riduttori dello stroke dell’ammortizzatore, consentendo una personalizzazione ancora più precisa.

Adattabilità, doppia proposta per la trasmissione e costruzione del nuovo gioiello

Kavenz ha lavorato ulteriormente sul concetto di adattabilità. Il nuovo attacco ammortizzatore a quattro posizioni permette infatti di passare da una configurazione full 29″ a una mullet, modificando contemporaneamente la progressività della sospensione. A questo si aggiungono i forcellini intercambiabili che consentono di regolare la lunghezza del carro posteriore con sei diverse opzioni, da +0 fino a +30 mm. Una soluzione che permette di intervenire sulla distribuzione dei pesi e sul comportamento dinamico della bici in funzione dello stile di guida e del terreno.

Kavenz VHP X
Pinion Smart.Shift

Particolarmente originale è poi la doppia proposta per la trasmissione. La VHP X sarà infatti disponibile sia nella tradizionale versione con movimento centrale BSA e cambio posteriore, sia nella variante equipaggiata con il sistema Pinion Smart.Shift. Nel primo caso si punta a contenere peso e costi, mantenendo la massima compatibilità con la componentistica esistente. Nel secondo si sfruttano i vantaggi del cambio integrato nel telaio: masse centralizzate, minore esposizione agli urti, riduzione delle masse non sospese e manutenzione semplificata.

Anche la costruzione merita attenzione. I tubi in fibra di carbonio sono realizzati da CompoTech, mentre l’incollaggio viene affidato a SpanTech. Il carro posteriore è prodotto da Oerus e l’assemblaggio finale, comprensivo di controllo qualità, viene effettuato presso 77designz a Münster, in Germania. Una filiera europea che sottolinea il carattere quasi artigianale del progetto. I tubi restano volutamente a vista, senza verniciatura, mentre le congiunzioni possono essere scelte nelle finiture anodizzate argento, viola oppure nero.

Prezzo e disponibilità

La nuova VHP X è già ordinabile e rappresenta probabilmente una delle interpretazioni più radicali del concetto di piattaforma modulare oggi presenti sul mercato. Una bici capace di trasformarsi profondamente senza perdere la propria identità tecnica, pensata per chi cerca un prodotto fuori dagli schemi e vuole costruire il proprio mezzo esattamente attorno alle proprie esigenze. I prezzi sono anche inferiori a quanto si pensava: 3.000 euro più IVA per un telaio “unico”.