Coppa del Mondo XCC, La Thuile: Boichis di forza su Martin, Avondetto in top 10

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Il venerdì di Coppa del Mondo a La Thuile si chiude con lo spettacolo della prova maschile di Short Track (XCC). Come già visto nella gara femminile, il tracciato valdostano non fa sconti a nessuno, mettendo subito in fila il nutrito gruppo dei quaranta partenti. I grandi nomi ci sono tutti: Aldridge, Boichis, Martin, Riley e l’azzurro Avondetto. A far notizia in griglia (oltre al DNS di Martin Vidaurre) è anche il redivivo Campione del Mondo XCO Alan Hatherly: il suo è un ritorno a sorpresa nel cross country di Coppa, dopo aver dichiarato che per questo 2026 il pubblico avrebbe dovuto fare a meno di lui in gara.

Hatherly
Alan Hatherly con la maglia di campione del mondo XCO è presente, a sorpresa, a La Thuile (credit: UCI MTB)

Come far saltare il banco? Ci pensa Boichis

In campo maschile siamo solitamente abituati a gare XCC molto cucite e tattiche, ma il percorso di La Thuile sgrana decisamente il gruppo fin da subito, proprio in virtù del suo elevato tasso tecnico. Fin dalle prime battute è Adrien Boichis (Specialized Factory Racing) a forzare il ritmo: il francese cerca di sganciarsi per non cadere nella morsa tattica degli avversari, data la presenza in testa di due atleti Scott e due Cannondale.

Dal punto di vista dello spettacolo, è un piacere rivedere nelle posizioni di vertice Charlie Aldridge, finalmente pimpante dopo i problemi fisici patiti nelle scorse tappe. Vedere un atleta della sua stazza così competitivo su un percorso duro e da scalatori come questo è sintomo di una condizione atletica smagliante. Certo, il bello di una gara esplosiva da venti minuti è proprio questo: la durata breve livella le forze e rende meno evidente il divario di caratteristiche rispetto a pesi leggeri come Boichis, Riley, Martin e Avondetto.

(Credit: UCI MTB)

Polvere, cadute e il disastro Cannondale

Nonostante le scintille in testa, l’impressione generale è quella di una netta condotta “di squadra” in casa Cannondale, con il gigante Aldridge a favorire la gara di Luca Martin. Ma in mtb le sorprese sono sempre dietro l’angolo, specialmente su un percorso così scavato, polveroso e scivoloso dove l’errore è sempre in agguato.

Nella polvere smossa finiscono a terra prima Azzaro e poi Avondetto, caduti entrambi proprio prima dell’ultimo drop che precede l’arrivo. Però nulla di fatto: sia il francese che l’italiano, infatti, si sono rialzati prontamente per rientrare subito in lotta per la top 10.

Il vero colpo di scena arriva però nel corso del penultimo giro. Forzando un po’ troppo i tatticismi per chiudere la traiettoria a Boichis, i due alfieri Cannondale si toccano e a farne le spese è proprio Aldridge che ha la peggio. Boichis, fiutato il momento, si lancia in un ultimo giro pazzesco condotto tutto in testa, andando a vincere di forza sul connazionale Martin. Terzo gradino del podio per lo sfortunato Aldridge, che chiude davanti a Bjorn Riley (Scott Sram) e Dario Lillo (Giant Factory Off-Road Team – XC).

Avondetto
Simone Avondetto, atleta della Wilier-Vittoria MTB Factory Team (credit: Alessio Pederiva)

Gli azzurri e le prospettive per la gara XCO

In casa Italia, la grande reazione di Simone Avondetto (Wilier Vittoria) gli vale un’ottima nona posizione, subito davanti agli altri due compagni di squadra Juri Zanotti (decimo) e Luca Braidot (dodicesimo).

Cosa ci lascia questo assaggio di Coppa del Mondo? Sostanzialmente una fotocopia dei valori in campo visti a Lenzerheide, con Boichis e Martin che sembrano ancora irraggiungibili e pronti a una lotta a due anche nella prova regina di domenica. Sicuramente le cadute hanno influito sulle performance di Azzaro e Avondetto: l’XCO ci mostrerà il loro reale potenziale.

La lista dei pretendenti resta comunque lunghissima: ci sarà spazio per gli inserimenti degli Scott (Riley e Puntener), dei nostri Braidot e Zanotti, che sulla lunga distanza sanno sempre esaltarsi, e di vari outsider come Lillo, Schwartzbauer o lo stesso Hatherly, rimasto oggi nascosto nelle retrovie senza prendere rischi inutili.