Torniamo a scrivere di Northwave sulle pagine di quimtbmagazine.it. Dopo aver assaporato le prestazioni della linea Extreme dedicata al cross-country, al gravel e alle pedalate più “veloci”, cambiamo radicalmente assetto.
Siamo nel pieno della bella stagione e il richiamo dei bike park è impossibile da ignorare: il nostro focus si sposta sulle discipline gravity. Per l’occasione, abbiamo testato un kit da enduro completo. Un tris progettato per coniugare resistenza, stile e comodità: la maglia Bomb Hello Goodbye, i pantaloncini Bomb Baggy e le scarpe Overland Plus. I passi da gigante dell’azienda trevigiana si toccano letteralmente con mano.

Bomb Hello Goodbye Jersey: ingegnerizzata per i trails
Analizzando a freddo la Bomb Hello Goodbye Jersey, troviamo un capo nato per resistere. La parte anteriore sfrutta un tessuto ad asciugatura rapida (87% poliestere e 13% elastan) dal peso di 160 gr/m2. Schiena e maniche passano a un 90% poliestere e 10% spandex, garantendo la massima omogeneità termica.
La struttura vanta un colletto ergonomico e una vestibilità slim perfettamente centrata per l’enduro. Resta però sufficientemente elasticizzata da accogliere, in totale comodità, protezioni voluminose come paraschiena e gomitiere. Chiudono il cerchio tecnico le raffinate applicazioni transfer in silicone 3D.
Prezzo indicativo: 65 euro.

Bomb Baggy: dinamica e protezione
Scendendo verso il bacino, il Bomb Baggy (con inner) punta su un materiale altamente traspirante ed elasticizzato, arricchito da un trattamento DWR senza PFC per respingere acqua e sporco.
Tutta la costruzione è votata alla guida dinamica. Un pannello lombare asseconda le escursioni del corpo, lavorando in sinergia con un inserto a pinza in silicone in vita per mantenere il capo sempre in posizione. La tenuta è affidata a una robusta chiusura a cricchetto per un micro-adeguamento millimetrico. Oltre alle due tasche anteriori, la zona del cavallo è rinforzata con un pannello anti–abrasione: un dettaglio cruciale per scongiurare i danni da sfregamento sulla sella.
Prezzo indicativo: 120,98 euro.

Scarpe Overland Plus: il manifesto dell’all-mountain
A chiudere il cerchio ci pensano le Overland Plus, vera espressione di tecnologia applicata alle ruote grasse. Il cuore della calzatura è l’imponente suola clipless Vibram Fort Augustus, disegnata chirurgicamente per massimizzare trazione e frenata con un grip impareggiabile.
Ad alleggerire la struttura interviene un’intersuola in Eva, fondamentale per l’assorbimento degli urti. La tomaia, realizzata con un assemblaggio termosaldato multistrato e rinforzata in Rip Stop, abbassa drasticamente peso e spessori offrendo una durata eccellente (enfatizzata dagli inserti in TPU anti-attrito). Infine, il doppio sistema di chiusura unisce l’affidabilità di una fascia in velcro inferiore all’infallibile rotore proprietario SLW3.
Prezzo indicativo: 159,99 euro.

Il test sul campo: stile inconfondibile e feeling totale
Lasciando i dati e passando ai sentieri, questo kit è un esaltante concentrato di performance. La finitura della jersey, con quel tocco sbarazzino del “Hello” frontale e “Goodbye” posteriore, è un dettaglio estetico azzeccatissimo per l’anima irriverente dei bike park. La traspirabilità è totale e, nonostante la purezza del bianco, la maglia torna a splendere facilmente in lavatrice anche dopo giornate passate a fare a pugni col fango.
Il pantaloncino rasenta la perfezione biomeccanica. Comodità imbattibile e una gamba furbescamente allungata per coprire la zona appena sopra il ginocchio. Questo dona continuità visiva e fisica con le ginocchiere, azzerando la pelle scoperta e garantendo una sensazione di sicurezza al 100%.
Le scarpe sono il piatto forte. Una piattaforma così larga e comoda permette di guidare di corpo con aggressività e spingere watt senza dispersioni. La loro anima è duplice: connessione ferma con la clip, ma totale libertà quando c’è da sganciare e camminare in esplorazione. Visto il prezzo altamente competitivo, sono un compromesso semplicemente fantastico.
Il pelo nell’uovo: l’inner pad è un vero limite?
Da tester esigenti, proviamo ad analizzare ogni sfumatura. L’unico neo si nasconde nel fondello “inner” in dotazione ai pantaloncini, che per alcuni rider potrebbe risultare troppo sottile.
Ma è un difetto o una scelta tecnica ponderata? In un contesto gravity dove la guida in piedi domina, un fondello minimalista regala libertà totale di movimento in discesa. Tuttavia, se il programma prevede epiche avventure enduristiche tutte da pedalare, questo “inner” mostrerà il fianco. Il nostro consiglio? Lasciate l’inner a casa e abbinate ai baggy l’imbottitura di un vero pantaloncino premium, pescando dalla linea Extreme. Avrete l’aggressività discesistica e il comfort di un macinachilometri, senza alcun limite.














