
Quando si sceglie una Mtb è facile lasciarsi affascinare dai top di gamma, quelli utilizzati dai professionisti. Le bici che vediamo in Coppa del Mondo o nelle Marathon internazionali rappresentano il massimo della tecnologia e delle prestazioni, ma non sempre sono, così come da catalogo, la scelta migliore per chi pedala nel tempo libero. Anzi, nella maggior parte dei casi l’amatore dovrebbe cercare caratteristiche in certi casi anche molto diverse.
Cosa dovrebbe cerca un’amatore nella sua nuova Mtb
La prima qualità da ricercare è la comodità. Una bici più confortevole è anche una bici più stabile, più prevedibile e meno stancante da guidare. Questo significa arrivare a fine uscita con meno energie sprecate e, soprattutto, con un margine di sicurezza superiore. Geometrie aggressive o posizioni estremamente raccolte possono funzionare per chi si allena ore e ore tutti i giorni, ma diventano un limite quando si trascorrono solo saltuariamente quattro o cinque ore sui sentieri.
Anche sul fronte delle sospensioni, se si vuole andare sul tecnico ma anche sul pedalato di tante ore, vale il principio latino “melius abundare quam deficere” (ovviamente senza esagerare, tutto è va rapportato all’utilizzo). La sospensione posteriore comporta magari qualche centinaio di grammi in più, ma il vantaggio in termini di comfort, controllo e capacità di assorbire gli errori ripaga abbondantemente quel piccolo incremento di peso. Alla lunga, soprattutto quando la stanchezza si fa sentire, una bici più permissiva permette di guidare meglio e con meno rischi.
Come valutare quale siano il telaio e la componentistica adeguata?
Naturalmente i modelli, per quanto riguarda i telai, possono essere molto simili a quelli utilizzati dai professionisti, ma è importante evitare di copiare questi in ogni dettaglio. Uno degli errori più comuni riguarda la scelta della taglia del telaio. Spesso si vedono biker orientarsi verso misure “a ribasso”, seguendo una moda nata tra gli atleti di alto livello. Ma ciò che funziona per un professionista, che ha tecnica sopraffina, grande flessibilità e cerca la massima agilità, non è detto che sia la soluzione ideale per tutti. Scegliere una bici troppo piccola può compromettere stabilità, comfort ed efficienza nella pedalata. Se si è indecisi, meglio rivolgersi a un buon biomeccanico fin da prima dell’acquisto.
Lo stesso ragionamento vale per la componentistica. Coperture generose, con sezioni abbondanti e pressioni adeguate. Il reggisella telescopico, a patto di qualche grammo, aumenta sensibilmente sicurezza e divertimento. Limitare i rischi, quando possibile, è una scelta intelligente e non un segno di debolezza.
L’obiettivo non dovrebbe essere avere la bici più leggera o quella identica al campione del momento, ma quella che permette di uscire più spesso, divertirsi di più e tornare sempre a casa con il sorriso. Perché, alla fine, la migliore Mtb è quella esteticamente bella, sostanzialmente prestante, ma soprattutto quella che rende ogni sentiero più facile da affrontare e ogni uscita più piacevole da vivere.















