Coppa del Mondo XCO. Si corre con le gambe, si domina con i numeri

Numeri
Pochi atleti mostrano “tutto”, Aldridge è tra quelli. La sua stagione sta procedendo senza grandi acuti ma con buona costanza (credit: @mmondini_photo)
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Dietro ogni vittoria, ogni podio e ogni prestazione di alto livello c’è un elemento che accomuna i grandi interpreti della mountain bike: i numeri. Inutile nascondersi: talento, tecnica e capacità di guida sono fondamentali, ma senza determinati valori in campo è impossibile competere ai massimi livelli. Nel ciclismo moderno i dati rappresentano ormai il linguaggio attraverso il quale si costruiscono certe performance.

I dati sono fondamentali per comprende una prestazione di un professionista

Un professionista dev’essere poi capace di raggiungere determinate prestazioni, non una volta, sistematicamente. È proprio questa continuità che emerge analizzando i dati pubblicati dai rider. Come consuetudine, insupporto è venuto Strava, la miglior fonte per questo “spionaggio”.

Molti atleti condividono uscite, allenamenti e gare. Purtroppo solo alcuni anche i dati registrati dai misuratori di potenza e dai cardiofrequenzimetri. Tra i vari profili disponibili per capire cosa significhi davvero affrontare una prova di Coppa del Mondo, quello di Charlie Aldridge è probabilmente uno dei più completi.

Il britannico pubblica con grande regolarità le sue attività. con informazioni dettagliate che comprendono potenza, frequenza e tutti gli altri parametri utili per interpretare le prestazioni.

Già lo scorso anno, analizzammo una sua attività. Cercando informazioni sulle gare di La Thuile, abbiamo però notato una cosa. Su per giù, certi valori restano simili, sintomo che il livello necessario per “stare lì” sia quello. Al di là delle caratteristiche dei singoli tracciati, della durata delle prove (con scarti di 15 minuti e oltre tra un XCO e l’altro), i valori espressi durante le gare rimangono sorprendentemente costanti.

I numeri di Charlie Aldridge

Per stare tra i primi (5/10/15) la potenza media rimane infatti attorno ai 4,5 watt per chilogrammo (5w/kg la normalizzata), un valore che significa sostenere uno sforzo estremamente elevato dall’inizio alla fine della competizione. Ancora più impressionanti sono i picchi di potenza, che raggiungono praticamente ogni weekend circa 1.500 watt. Superiori ai 170 i battiti medi, e spesso e volentieri tra i 185 e i 190 i massimi. Il classe ’01 è poi un atleta che pedala a buona cadenza: le sue attività oscillano tra le 80 e le 85 rpm medie.

Valori che si sono ripetuti nell’arco della stagione, che ha visto Aldridge, il “nostro riferimento”, sempre protagonista. Numeri che diventano uno strumento prezioso per raccontare quanto vada forte un atleta e aprire agli appassionati (speriamo di aver contribuito) una finestra privilegiata sul livello richiesto dalla Coppa del Mondo.