La Kronplatz King Marathon 2026 si preannunciava come uno degli spettacoli più intensi della stagione, e le aspettative non sono state affatto deluse. La battaglia agonistica si è accesa fin dalle prime asperità, con il trono di Re e Regina del Plan de Corones a fare gola ai migliori specialisti europei.
Come vi avevamo anticipato nella nostra preview, i riflettori erano tutti puntati sul King in carica, Leonardo Paez. Il fuoriclasse colombiano, già Campione del Mondo XCM, si presentava allo start con ben quattro corone altoatesine nel carniere. L’obiettivo della “manita” richiedeva però un impegno totale, complice un parterre di altissimo livello: lo squadrone KTM (con Vantaggiato, Samparisi e Sintsov) era pronto a dare battaglia, senza dimenticare l’ottimo stato di forma di Alessio Agostinelli, compagno di squadra dello stesso Paez. La domanda sulla linea di partenza era solo una: avremmo assistito a un altro monologo del campione della LeeCougan Basso Factory Racing?

Al femminile, invece, i pronostici sono stati rimescolati prima del via a causa della defezione di Sandra Mairhofer, costretta ai box per problemi di salute.
Plan de Corones non fa sconti: terreno perfetto e gara durissima
La gara di San Vigilio di Marebbe non fa sconti e guarda gli atleti dritti negli occhi. Quando si spinge al limite su tracciati così selettivi, 64 km e 3.150 metri di dislivello diventano una prova estrema di resistenza e lucidità. Arrivare in cima con le gambe svuotate significa pagare un conto salatissimo nei lunghi single track in discesa del Bike Park.

Fortunatamente, lo scenario ai 2.275 metri di quota è stato baciato da un sole splendente che ha riscaldato gli animi. Con questo clima ideale, i sentieri si sono presentati in condizioni impeccabili: terreno compatto, grip eccezionale e trail perfettamente “pettinati” per l’occasione.
King Marathon uomini: il monologo di Paez e la lotta per il podio
Se ci avete seguito sui nostri canali social (Instagram e Facebook), avrete già visto le immagini mozzafiato dei passaggi sul Furcia Trail. Ebbene, rullo di tamburi: Leonardo Paez è Kronplatz King per la quinta volta!

Il colombiano ha fatto, ancora una volta, il vuoto dietro di sé sulle pendenze più arcigne. Sebbene ci abbia confidato a fine gara di non essersi preso eccessivi rischi in discesa, chi lo ha visto pennellare le curve ha assistito alla discesa di un vero missile. Alle sue spalle, la lotta per i gradini più bassi del podio è stata al cardiopalma.
Quando Agostinelli sembrava in grado di blindare la doppietta LeeCougan, una scivolata a soli 5 km dal traguardo ha permesso il rientro di Lorenzo Samparisi (KTM Spada Brenta Brakes). I due sono arrivati al traguardo stremati, a posizioni invertite rispetto a gran parte della gara. Agostinelli ha poi sportivamente ammesso di aver accusato la stanchezza nel finale, riconoscendo che probabilmente sarebbe stato ripreso a prescindere dall’errore.

Top 5 – King Marathon Maschile (64 km)
- Paez Leon Hector Leonardo (COL) – 3:14:33,6
- Samparisi Lorenzo (ITA) – 3:15:31,2 (+57,6)
- Agostinelli Alessio (ITA) – 3:16:24,3 (+1:50,7)
- Allodi Lorenzo (ITA) – 3:17:55,0 (+3:21,4)
- Vantaggiato Ramon (ITA) – 3:23:01,3 (+8:27,7)
King Marathon donne: la resilienza di Maria Cristina Nisi
In campo femminile, la gara è rimasta in bilico fino agli ultimissimi metri di dislivello. Maria Cristina Nisi si è laureata Regina della Kronplatz King con una prestazione di puro cuore.

L’atleta italiana aveva accumulato circa due minuti di vantaggio sulla diretta inseguitrice, ma un improvviso stallonamento dello pneumatico nell’ultima, insidiosa discesa l’ha costretta a fermarsi per riparare il guasto. Ripresa dalla tedesca Tanja Priller, la Nisi non si è persa d’animo, ritrovando la forza per staccare nuovamente la rivale sulle rampe finali che portavano alla campana dell’arrivo.
Top 5 – King Marathon Femminile (64 km)
- Nisi Maria Cristina (ITA) – 4:08:54,9
- Priller Tanja (GER) – 4:09:41,0 (+46,1)
- Böttger Andrea (GER) – 4:29:42,5 (+20:47,6)
- Somavilla Bianca (AUT) – 4:30:33,8 (+21:38,9)
- Fazlić Dubravka (CRO) – 4:33:37,2 (+24:42,3)

Prince Classic: esplosività pura sui 45 km
Non meno combattuta è stata la versione “corta” dell’evento. I partecipanti alla Prince Classic hanno dovuto affrontare 45 km e ben 2.150 metri di dislivello, l’equivalente di una severa Granfondo esplosiva con un solo, spietato passaggio sul Plan de Corones.
Top 5 – Prince Classic Maschile
- Laschewski Noah (GER) – 2:36:58,4
- Trautsch Florian (GER) – 2:37:03,5 (+5,1)
- Pfleger Lorenz (GER) – 2:37:47,7 (+49,3)
- Falciani Michele (ITA) – 2:43:53,5 (+6:55,1)
- Zampedri Andrea (ITA) – 2:44:19,1 (+7:20,7)

Top 5 – Prince Classic Femminile
- Spessot Federica (ITA) – 3:44:15,3
- Backer Lea (ITA) – 3:47:18,9 (+3:03,6)
- Lucianer Marzia (ITA) – 3:49:31,6 (+5:16,3)
- Windisch Lara (ITA) – 4:09:03,8 (+24:48,5)
- Bertoldi Cinzia (ITA) – 4:17:46,9 (+33:31,6)
Bilancio di una decima edizione da incorniciare
A fine giornata, un emozionatissimo Maurizio Kastlunger ha calato il sipario sulla decima edizione di questa classica monumentale. Un dominatore in campo maschile, una regina inossidabile e resiliente tra le donne, e ben 600 atleti che hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo.

Appuntamento al 2027? Kastlunger sorride, diviso tra l’immensa soddisfazione e la stanchezza, limitandosi a un enigmatico “vedremo”. Ma si sa come sono fatti gli organizzatori di questo calibro: appassionati di ruote grasse fino al midollo, proprio come noi e come tutti i finisher di oggi. È stata dura? Durissima. Lo rifarebbero? Magari non oggi, ma domani avranno già le mappe sul tavolo per tracciare varianti ancora più selettive.
La Kronplatz King esce promossa a pieni voti. Scenario imbattibile, un pasta party eccezionale per ricaricare le batterie, e un ringraziamento d’obbligo all’infaticabile macchina dei volontari che hanno garantito standard di sicurezza e divertimento assoluti per tutto il fine settimana.















