Il percorso dei Campionati Europei XCO in Svizzera ha rimescolato le carte del moderno cross country. Un tracciato lento, tortuoso e ricco di insidie che ha premiato le vere abilità di guida dei biker.
Il tracciato dei Campionati Europei XCO al Monte Tamaro si è rivelato un autentico gioiello tecnico, capace di riportare in auge caratteristiche che, forse, iniziano a mancare nel moderno circus della Coppa del Mondo XCO. In un’epoca in cui siamo sempre più abituati a vedere circuiti veloci, caratterizzati da salti spettacolari, paraboliche e ostacoli in stile bike park, la rassegna continentale svizzera ha sparigliato le carte, offrendo un percorso impervio, stretto e decisamente “scassato“.

Un percorso che non perdona: sassi, radici e linee obbligate
Al Monte Tamaro i tratti veloci e full gas su terreno battuto sono stati una vera rarità. Il course ha costretto gli atleti a fare i conti con un fondo che non lasciava il minimo spazio all’errore. Sassi, lastroni di pietra, radici, rocce, polvere e passaggi stretti: le insidie erano letteralmente dietro l’angolo.
In questo vero e proprio test pre-mondiale, le sbavature di guida non si traducevano solo in secondi persi, ma in forature e lividi. Anche i tratti in salita non offrivano respiro: oltre agli strappi durissimi, i sentieri erano costellati di rocce alte e impegnative che hanno costretto più di un atleta a mettere il piede a terra.
La scelta delle linee non era quasi mai libera: le traiettorie erano nettamente obbligate, richiedendo ai rider una precisione chirurgica.

Oltre l’ostacolo: la gestione della pedalata
In un contesto così estremo, la sola tecnica discesistica non è sufficiente. Per primeggiare su un tracciato simile è fondamentale andare forte anche nei rilanci, mantenendo un gesto della pedalata rotondo e una gestione dei carichi sul mezzo estremamente efficiente. Solo così si massimizza l’efficacia nel superamento degli ostacoli in pendenza senza perdere trazione.
Vi siete persi com’è andata? Recuperate qui il nostro resoconto della gara maschile. A questo link, invece, trovate quella femminile.

Il talento azzurro e le skills di Filippo Fontana
Questo Campionato Europeo ha fatto emergere in modo inequivocabile i biker dotati di una marcia in più dal punto di vista della guida pura. In questo scenario, gli atleti italiani si sono dimostrati eccezionali e sempre sul pezzo, spiccando forse come i migliori in gara per quanto riguarda le skills tecniche.
Un esempio su tutti è quello di Filippo Fontana. L’azzurro ha saputo ricucire più volte il gap proprio nelle sezioni più ostiche, sia in salita che in discesa. Questa non è una scoperta di oggi, ma un’ulteriore conferma di come il nostro panorama agonistico tricolore rappresenti un eccellente banco di prova e di crescita tecnica per i giovani talenti.
La menzione d’onore di questo Europeo va quindi, senza alcun dubbio, al percorso: un vero e proprio capolavoro per chi ama la mountain bike fatta di capacità atletiche e pura abilità di guida.
















