Jackson Goldstone trionfa in Val di Sole: debutto segreto per il nuovo Shimano Saint?

Shimano Jackson Goldstone
E' lui o non è lui? Chissà cosa bolle in pentola: questo ha tutta l'aria di essere un prototipo Shimano. Sarà forse il nuovo Saint?
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È lui o non è lui? Sulla bici di Goldstone è scomparso il celebre marchio “Santa Cruz” per fare spazio a un’affascinante livrea “Canada“. Sono spariti i loghi commerciali per lasciare la scena al sogno iridato di un “ragazzino prodigio” e alla sua nazione. E poi, l’esplosione e il boato del pubblico: dopo una stagione opaca, Jackson Goldstone è tornato a fare il “Goldstone”, domando il tracciato della Val di Sole e riconquistando quel titolo mondiale che era stato suo per tutto il 2025.

Goldstone
Jackson Goldstone in azione (credit: Daniele Molineris)

Lui è un innovatore, si sa. Innova il modo di interpretare le linee, innova lo stile, sorprende costantemente per le sue capacità tecniche e per come un fisico all’apparenza così esile riesca a far danzare bici così muscolose. E davanti a una bici appena laureatasi Campione del Mondo, come potremmo non scrutare a fondo ogni singolo dettaglio meccanico?

Il mistero dietro il telaio “Full-Canada”

Quante novità può nascondere un telaio mascherato per l’occasione? Difficile scovarle tutte a prima vista, ma qualcosa l’abbiamo notato. Che si tratti di un prototipo del nuovo gruppo Shimano dedicato agli atleti gravity? Dirlo con certezza assoluta è ancora prematuro. Ma di una cosa siamo certi: un talento puro come Jackson Goldstone non può certo accontentarsi di un componente che si limita a “funzionare”. Ha necessità, come la casa nipponica insegna da sempre, di un ecosistema che si evolva, alzi l’asticella e resista agli impatti devastanti della downhill. Sarà questo il nuovo Shimano Saint? D’altra parte, suona anche incredibilmente bene: Saint e Santa (Cruz)… Per ora possiamo soltanto ipotizzare: tuttavia, lo vedete anche in foto, le differenze sono evidenti.

Shimano Jackson Goldstone
La guarnitura sembra ancora quella “vecchia”, tuttavia potrebbero nascondersi delle modifiche impercettibili, anche solo nella scelta dei materiali costruttivi
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Ecco uno scatto del carro posteriore: a voi la sentenza!

Da dove veniamo: l’eredità dell’attuale Shimano Saint

Per capire quale direzione possa aver preso lo sviluppo, dobbiamo guardare al “vecchio” e glorioso gruppo della serie M820. Da anni, lo Shimano Saint è il punto di riferimento indiscusso per il gravity, specificamente ingegnerizzato per le prestazioni estreme richieste dalla Coppa del Mondo. Ecco cosa lo ha reso leggendario:

  • Frenata brutale e controllata: l’impianto si affida a massicce pinze a quattro pistoncini in ceramica, abbinate a rotori ICE Technologies FREEZA per una dissipazione del calore impeccabile. Le leve BL-M820, dotate di tecnologia Servo Wave e finitura antiscivolo, garantiscono potenza immediata, modulazione precisa e permettono la regolazione dell’escursione senza l’uso di attrezzi.
  • Trasmissione a prova di bomba: il deragliatore posteriore a 10 velocità è costruito per assorbire gli urti e mantenere la catena in sede sui tracciati più scassati, lavorando in sinergia con comandi Rapidfire dotati di tecnologia Instant Release per cambiate sempre fluide e veloci.
  • Solidità strutturale: la guarnitura sfrutta la tecnologia Hollowtech II, ma per resistere ai salti e alle rocce è rinforzata con un asse maggiorato e inserti dei pedali in solido acciaio.
Shimano Jackson Goldstone
La Santa Cruz di Jackson Goldstone in livrea speciale “Canada”

Cosa ci riserva il futuro?

Se il prototipo intravisto in Val di Sole dovesse confermarsi come il nuovo Saint, cosa potremmo aspettarci? Le ipotesi sono molteplici. Il mercato gravity attuale richiede cambiate sempre più precise anche sotto un incredibile stress meccanico. Potremmo forse assistere all’introduzione di un deragliatore ultra-compatto con tecnologia elettronica Di2 declinata esclusivamente per la Downhill, per eliminare il rischio di rottura dei cavi? Oppure Shimano punterà sull’estensione dei rapporti (passando a 11 o 12 velocità con corpetto Micro Spline) e su un’ulteriore evoluzione idraulica per gestire il surriscaldamento su piste moderne sempre più veloci.

Shimano Jackson Goldstone
I freni XTR utilizzati da Jackson… ma fate caso alla foto di apertura. La pinza sembra proprio diversa da quella XTR!

Per ora abbiamo visto scendere in campo soltanto quello che sembra un prototipo di deragliatore posteriore. Per quanto riguarda i freni, infatti, abbiamo visto la moderna tecnologia degli XTR. Eppure, la pinza sembra qualcosa di diverso dall’ultimo nato di Shimano…

Insomma: il dubbio rimane, ma la medaglia d’oro al collo di Goldstone è una certezza. E se il motore è Jackson, la trasmissione non può che essere un’opera d’arte. Non ci resta che tenere gli occhi aperti sui paddock dei prossimi eventi.