Ruote e bassa statura: esiste davvero una regola?

Ruota
Biker minuti. Anche qui la questione potrebbe essere infinita
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Ci sono supposizioni che con il tempo diventano convinzioni e che, con altrettanto tempo, finiscono regole. Una di queste, negli ultimi anni, ha fatto proprio questo percorso. E’ semplice: se il rider è basso, la ruota deve essere piccola; la scelta quasi automatica: 29” per le taglie grandi, 27,5” per quelle più compatte

Oggi, però, il mercato ha completamente cambiato prospettiva e la 29er è diventata la soluzione dominante anche sulle taglie più piccole. Ma questo significa che il diametro della ruota non abbia più relazione con la statura? Eppure lo scetticismo di molti rimane. Allora, cerchiamo di fare chiarezza. Il rapporto tra le misure esiste, ma non è così diretto come potrebbe sembrare.

Innanzitutto, una ruota da 29” non modifica soltanto il diametro del cerchio. A parità di pneumatico, il suo ingombro esterno è maggiore e questo condiziona inevitabilmente (ulteriormente) il progetto del telaio. Per ottenere una bicicletta equilibrata, il costruttore deve intervenire sull’intera geometria: reach, stack (qui un approfondimento), angolo di sterzo, angolo piantone, lunghezza del carro, altezza del movimento centrale e standover devono essere messi in relazione con il diametro della ruota.

Ed è proprio qui che si gioca la partita. Prendiamo il reach. Una 29er moderna può avere un reach relativamente contenuto anche nelle taglie XS o S, ma ridurre semplicemente questa misura non basta. Se il telaio viene accorciato troppo, si rischia di perdere equilibrio tra avantreno e retrotreno e di alterare la distribuzione dei pesi. Allo stesso modo, uno stack eccessivamente alto può rendere la posizione del manubrio poco efficace per un rider con busto e braccia più corti.

Poi c’è il problema dello standover. La ruota posteriore più grande occupa più spazio all’interno del telaio e limita le possibilità di abbassare il tubo superiore e il piantone. È un aspetto che sulle bici da DH ed Enduro diventa particolarmente importante.

E qui arriviamo al punto più interessante: la ruota posteriore può diventare un limite durante la discesa. Quando il terreno si fa molto inclinato, il biker arretra con il bacino e abbassa il corpo per mantenere il baricentro nella posizione corretta. Se la distanza tra sella, piantone e ruota non è stata studiata adeguatamente, un rider minuto può arrivare a toccare il pneumatico con il sedere.

Il problema non dipende quindi esclusivamente dai 29”: è il risultato dell’interazione tra diametro ruota, posizione del piantone, lunghezza del carro e cinematica della sospensione. Il problema risiede soprattutto per le bici da Gravity, ma, con l’avvento del reggisella telescopico, anche per le Mtb “da pedalare”. Il dropper ha infatti cambiato parecchio le carte in tavola. La possibilità di abbassare molto la sella durante la discesa ha permesso maggiore libertà di movimento.

Tornando al discorso ruote, c’è poi da affrontare il comportamento dinamico. Il diametro maggiore permette alla ruota di affrontare ostacoli con un angolo d’attacco più favorevole e tende a mantenere meglio la velocità sui terreni sconnessi. È uno dei motivi per cui le 29er sono diventate così diffuse nel Trail, nell’Enduro e nel Downhill. Allo stesso tempo una ruota più grande porta con sé maggiore inerzia e, in determinate configurazioni, può rendere la bici meno immediata nei cambi di direzione. Le 27,5”, invece, possono offrire una sensazione più compatta e maneggevole, soprattutto nei percorsi stretti e molto tecnici.

Ma attenzione a non confondere la sensazione di agilità con la sola misura della ruota. Un telaio 29er progettato correttamente per una taglia piccola può essere molto più efficace di una 27,5” con una geometria poco adatta al rider. Il punto, quindi, non è stabilire se un biker sotto una determinata altezza debba necessariamente usare una 27,5”. Bisogna guardare la geometria nel suo insieme. Una tabella taglie potrebbe essere il punto di partenza: reach e stack raccontano quanto il rider sarà disteso e alto sulla bici, interassi e lunghezza del carro influenzano equilibrio e comportamento dinamico.

La 29er, insomma, non è una bicicletta riservata ai giganti. La progettazione moderna ha permesso di adattare il grande diametro a telai sempre più compatti. Restano però ovviamente, come spiegato, alcuni vincoli fisici (non si parla impedimenti) che nessuna geometria può cancellare: spazio tra corpo e ruota e rapporto tra dimensioni del rider e posizione dei punti di contatto.

La vera domanda, quindi, non è più “Quanto sono alto e che ruote devo usare?”. È: “Quanto bene è stata progettata questa bicicletta per le mie proporzioni?”.