
Una 32 pollici vince il Campionato del Mondo Marathon. Sì, esatto: avete capito bene. E, se proprio vogliamo dirla tutta, KTM domina letteralmente sulle lunghe distanze facendo bottino pieno con tutti i suoi formati: trionfo con la 32” tra gli uomini e con la 29” tra le donne. Un clamoroso “cappottone” iridato per la casa svizzera, che porta alla ribalta il suo nuovo mezzo e consolida la validità assoluta della sua tecnologia attuale.
Questo nuovo modello, ancora in fase prototipale, dovrebbe vedere la luce sul mercato all’inizio del prossimo anno, un dettaglio che avevamo già iniziato ad annusare tra gli stand dell’IBF. Eppure, la vittoria di una ruota di questo diametro a un mondiale apre spunti di riflessione tecnici importantissimi, che vogliamo eviscerare con voi. Oggi non smetteremo di parlarne: anzi, è proprio il caso di dire che il futuro “comincia” adesso.

Il successo che l’Industry stava aspettando
Finalmente è arrivato ciò che l’industria del fuoristrada stava aspettando da tempo: una vittoria di peso. La tecnologia da 32 pollici, a lungo discussa, accolta inizialmente con profondo scetticismo e chiacchierata spesso più nel male che nel bene, ha dimostrato coi fatti i propri vantaggi.
Attenzione: questo non significa affatto che le 29″ siano superate. Lo abbiamo visto e lo sappiamo per esperienza diretta: vanno da paura. La questione è un’altra: su percorsi lunghi, tecnicamente esigenti ma non troppo lenti, le ruote maggiorate fanno nettamente la differenza. Ce lo spiegava già Fabian Rabensteiner a IBF, e lo abbiamo visto chiaramente oggi in gara. Le 32 pollici sono la soluzione definitiva quando c’è tanto da pedalare e spingere watt, e in KTM sembrano aver trovato la quadratura del cerchio migliore di tutti. Una vittoria di questa portata potrebbe smuovere le acque del mercato nel breve periodo, senza dover aspettare il 2027. Non ci resta che stare alla finestra.

32 pollici o 29″? Il dilemma interno ai box
C’è un retroscena interessante. Se a IBF avevamo visto esposta la KTM 32″ con il nome di Nicholas Samparisi (utilizzata alla Swiss Epic), sui sentieri di Primiero non l’abbiamo vista. I due fratelli del KTM Spada, insieme alla nuova Campionessa del Mondo Anna Weinbeer, hanno preso il via con la loro bici classica: la 29 pollici.
Perché questa scelta? Difficile dirlo con certezza. Se non si tratta di strategie interne, potrebbe essere una decisione legata a ricambi ancora difficilmente reperibili in caso di guasto, o magari a lievi svantaggi in termini di peso. D’altra parte, il nuovo modello è pur sempre un prototipo e non possiede ancora setting standardizzati e definiti al millimetro. Basta guardare le differenze tra gli allestimenti: a parità di telaio, cambia tutto a livello di componentistica. Probabilmente, i nostri azzurri hanno preferito correre con la sicurezza e l’affidabilità della 29″, piuttosto che tentare l’azzardo in una gara secca.

Bike Check: scopriamo la KTM 32″ di Andreas Seewald
Analizzando da vicino la bici del nuovo campione del mondo Andreas Seewald, emergono chicche tecniche davvero succulente:
- La forcella Fox: la prima cosa che salta all’occhio è l’anteriore. Si tratta di una delle poche scelte non “rovesciate” viste ultimamente, a uno stadio di sviluppo avanzatissimo senza “saldature” in vista. Nonostante la scritta cubitale “Prototype”, Fox ha tirato fuori un prodotto strutturato e performante, che sembra molto vicino alla sua veste definitiva.
- Geometrie e cockpit: a livello telaistico non ci sembra cambiato nulla rispetto al modello esposto a IBF. Notiamo un attacco manubrio con un’inclinazione molto negativa e un passaggio cavi che entra dalla testa della serie sterzo. Immaginiamo sia un dettaglio “grezzo” da smussare prima del lancio, che verrà probabilmente risolto con un manubrio integrato dedicato e un routing interno più pulito.
- Freni e trasmissione: curiosa la scelta sui dischi freno, che sembrano dello stesso diametro. Scelta pazza o calcolo ingegneristico? Chissà! Di sicuro, una ruota più grande genera più inerzia e necessita di maggiore potenza frenante. Inoltre, il tedesco ha mixato i componenti optando per un potentissimo impianto Shimano XTR abbinato a guarnitura e cambio Sram XX.
- Pneumatici da “F1”: l’indicatore definitivo del bisogno di pura scorrevolezza. Seewald ha montato copertoni Schwalbe Rick XC da 32″ per 2.4″ di sezione. Parliamo di una gomma con una tassellatura centrale molto bassa, votata a un rotolamento fulmineo e molto rara da vedere nel mondo marathon (è solitamente prerogativa dei crosscountrysti). Perché sceglierla su un percorso scivoloso? Il motivo più probabile è che Schwalbe non abbia ancora a disposizione altri disegni pronti per il 32″. Oppure, ed è la prospettiva più affascinante, la capacità di trazione della 32″ è talmente superiore alla 29″ da compensare un battistrada meno aggressivo, garantendo una tenuta mostruosa.
In conclusione, il debutto ufficiale della 32 pollici sul mercato di massa ci sembra davvero alle porte. L’unica domanda che resta da farsi è: quanto dovremo aspettare per provarla sui nostri sentieri?














