Acros, il cuore regolabile presente anche sulla nuova Wilier Urta

Acros
La nuova Urta
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I modelli cambiano, le bici evolvono. Sì, la struttura di base resta quella, ma dietro una novità c’è spesso un background ben complesso. Prendiamo come esempio la nuova Wilier Urta. Linee simili, colorazioni (come da tradizione WIlier) sempre appariscenti; in realtà c’è però molto di nuovo, in primis per geometria e cinematica della sospensione

Ma c’è anche di più. Come spesso capita di raccontare, certe differenze si trovano nelle piccole cose. Tra queste, ad esempio, c’è anche il sistema di serie sterzo sviluppato in collaborazione con Acros (marchio tedesco con focus proprio su serie sterzo, cuscinetti e associati). Un componente quasi invisibile, un semplice quanto interessante dettaglio costruttivo, che merita un piccolo approfondimento.

Partiamo da un paradigma ormai sempre più diffuso sulle biciclette di alta gamma: far passare completamente all’interno del telaio cavi e tubazioni, evitando che questi entrino nel tubo sterzo attraverso aperture esterne. Sulla Urta Ultimate, però, l’integrazione viene combinata ad altro. La serie sterzo Acros permette di modificare l’angolo di sterzo della bicicletta.

La nuova Urta passa infatti dai 67,5° della precedente Urta Max SLR a due configurazioni differenti: 66,5° oppure 65,5°. La variazione non avviene modificando la forcella o intervenendo sulla struttura del telaio, ma attraverso il sistema della serie sterzo.

Wilier identifica le due possibilità come Technical Race e Fast Race. La prima, con sterzo a 66,5°, privilegia una risposta più adatta ai tracciati tecnici e tortuosi, mantenendo un avantreno relativamente più reattivo. La seconda porta l’angolo a 65,5°, aumentando stabilità e sicurezza quando la velocità cresce. Non si tratta quindi di una regolazione pensata per cambiare radicalmente il carattere della bicicletta, ma di uno strumento per adattarne il comportamento al percorso.

Ed è qui che il sistema di Acros si rivela interessante: la serie sterzo non è più, riduttivamente, il semplice collegamento tra telaio e forcella, ma diventa un vero componente della geometria dinamica. L’integrazione comporta naturalmente anche una conseguenza pratica. Con cavi e tubazioni che entrano direttamente dalla zona di sterzo, la gestione del cockpit deve essere studiata insieme alla serie sterzo e al passaggio interno. Sulla Urta Ultimate questo concetto si abbina al manubrio integrato Urta Max Bar, e il risultato è sicuramente, decisamente, “fine”.

La regolazione dell’angolo si inserisce inoltre in una geometria complessivamente più moderna. In taglia L il reach cresce da 471 a 480 mm, mentre l’angolo del tubo sella passa a 76,8°. Il risultato è un telaio più lungo e con un avantreno più stabile, compensato da foderi leggermente più corti, da 435 a 433 mm. Nella configurazione Fast Race il passo arriva a oltre 1.206 mm.

Il sistema Acros, dunque, è uno dei tasselli attraverso cui Wilier ha costruito la nuova Urta Ultimate: integrare, ma allo stesso tempo lasciare possibilità di scelta al biker. Quello di Wilier è però solo un esempio, sicuramente il più recente. Acros progetta e collabora con tanti marchi per realizzare sistemi con blocchi anti-rotazionali, o come in questo regolabili. Il tutto senza trascurare la qualità. Un mondo, questo, che negli ultimi anni si è aggiornato, forse complicato. Per gli amanti, però, si è però anche fatto sicuramente piuttosto interessante.