Pinarello più accessibili: il marchio premium per eccellenza guarda verso il “basso”

Pinarello
L’eccellenza, più alla portata di “tutti”
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Non è semplicemente una nuova Trail bike, e nemmeno una XC “cattiva”. La nuova Pinarello Dogma XCT nasce dalla stessa piattaforma della Dogma XCR. Il telaio rimane quello in carbonio TorayCa M40J, la geometria conserva un’impronta racing e l’escursione anteriore arriva a 120 millimetri. A cambiare è soprattutto l’allestimento, studiato per spostare l’indole XC verso le gare Marathon o il disimpegnato utilizzo Downcountry.

La Dogma XC, che negli ultimi anni si è costruita una reputazione importante nelle competizioni grazie anche a Tom Pidcock e Pauline Ferrand-Prévot (la storia del progetto), viene ora ribattezzata Dogma XCR. È la versione destinata al racing XC più puro, mentre la nuova Dogma XCT utilizza la stessa piattaforma con un’impostazione più orientata al controllo.

Dogma XCR e XCT: stesso telaio, allestimenti diversi

La distinzione è quindi importante da fare, anche perché a dire il vero un po’ di confusione si è creata: XCR e XCT non sono due telai differenti e la XCT non introduce alcuna geometria rivoluzionata. I principali valori geometrici rimangono sostanzialmente quelli della piattaforma XCR. È il modo in cui vengono equipaggiate a determinare gran parte della differenza.

La XCR punta infatti alla massima efficienza e alla precisione di guida, con un’impostazione da gara e un cockpit integrato. La XCT adotta invece un cockpit tradizionale, con attacco e manubrio separati: il Race Face Turbine SL, con manubrio abbinato. Una soluzione che permette maggiore libertà nella scelta della posizione, ma non solo…

Sospensioni e componenti: come cambia la Dogma XCT

Anche le sospensioni raccontano questa differenza di filosofia. La XCR utilizza una RockShox SID Flight Attendant da 120 mm, mentre la XCT monta una Fox 34 SL Factory, sempre da 120 ma con steli “maggiorati”. Al posteriore troviamo un Fox Float Factory 210×50 mm, che permette di ottenere 100 mm di escursione alla ruota. Con l’ammortizzatore da 45 mm l’escursione scende invece a 90 mm.

L’angolo di sterzo rimane di 68°. Anche con il cockpit più corto e largo (qui un approfondimento a riguardo) e con una componentistica leggermente più robusta, il carattere di XCT rimane quello di una bici da gara. La dotazione “di punta” conferma questa filosofia: Shimano XTR Di2 1×12, ruote DT Swiss XRC1200, pneumatici Maxxis Rekon 2.4, forcella Fox 34 SL Factory e reggisella telescopico Fox Transfer. A differenza di una configurazione XC estrema, non troviamo i comandi remoti delle sospensioni, elettronici o meccanici. Anche questo contribuisce a rendere il cockpit più semplice e orientato alla guida.

Pinarello XCR9, XCT9 e XCT7: la gamma MTB si amplia

In occasione di questo lancio, arriva sotto la famiglia Dogma una bella novità. Il marchio introduce infatti una gamma XC più diversificata, che vede l’aggiunta di XCR9, XCT9 e XCT7. La logica della denominazione rimane la stessa: la “R” identifica la configurazione più orientata alle competizioni, mentre la “T” indica una destinazione più Downcountry.

Anche in questo caso la piattaforma mantiene la stessa impostazione generale, ma cambiano la stratificazione del carbonio e il livello della componentistica. La XCT9, per esempio, utilizza carbonio TorayCa T900 e monta Shimano XT Di2, ruote DT Swiss XR1700, forcella Fox 34 e pneumatici Maxxis Rekon 2.4.

Prezzi Pinarello MTB: dalla XCT7 alla Dogma XCR

E qui entra in gioco il vero significato dell’operazione. La Dogma XCR arriva a 15.000 euro, mentre la Dogma XCT si ferma a 13.500. La XCR9 scende a 8.700 euro, la XCT9 a 8.000 e la XCT7 a 6.500 euro.

“Più accessibile”, quindi, non economica. Pinarello continua a presidiare una fascia premium, ma costruisce una scala molto più articolata sotto il vertice Dogma. La tecnologia e la filosofia del progetto non rimangono più confinate alla bici da 15.000 euro: vengono declinate su diversi livelli di carbonio, componentistica e prezzo.

Ed è forse questo l’aspetto più interessante della nuova gamma. Il progetto Dogma diventa una vera famiglia invece di rimanere confinato al solo vertice del mercato.