Avere una buona guida in discesa ci consente di poter risparmiare energie e secondi, soprattutto di essere più sicuri e perché anche veloci. Le chiavi per migliorare sono diverse. Diciamolo subito chiaro e tondo: la discesa è la parte migliore di ogni uscita in mountain bike, ma anche la fase più spaventosa e difficile da padroneggiare. Quindi, se state cercando un modo per migliorare la vostra tecnica, su quimtbmagazine troverete otto facili e preziosi consigli da seguire la prossima volta che sarete sui sentieri. Pronti, si parte!
Discesa in Mtb, guida e consigli: memorizzare un gesto
Un determinato gesto o una manovra in velocità ci verrà molto più naturale, se prima lo avremo provato a fondo su un sentiero che conosciamo bene. La memoria motoria è un alleato importantissimo del biker per poter compiere una determinata manovra, come ad esempio una traiettoria da cambiare all’ultimo momento. Dovremmo essere in grado di padroneggiarla al massimo e per farlo la chiave è iniziare ad esercitarsi dove ci sentiamo più sicuri. Soltanto dopo conviene provare su un trail diverso. Scegliere un sentiero di lunghezza giusta e un tempo di percorrenza che sia adatto, ci consentirà di rimanere efficienti da un punto di vista psicofisico, per l’intera durata del segmento.
Scegliere un segmento troppo lungo, porterebbe con se due problemi: il primo, che con il passare dei minuti la nostra esecuzione perderebbe di efficacia; il secondo – non trascurabile – riguarda i trasferimenti lunghi per tornare in vetta. Una discesa di 4 minuti, infatti, richiede una risalita di circa 20 minuti. Una volta individuato, quel determinato segmento diverrà la nostra palestra e su quello cercheremo di esercitarci come riteniamo più opportuno e proficuo.
Velocità e leggerezza
Una tecnica fondamentale per ogni biker è lasciar muovere la bici sotto di voi. È fin troppo facile tener stretto il manubrio quando avete paura, ma questo non farà altro che aumentare le possibilità di una vostra caduta.Cercate di essere stabili, mollando leggermente la presa con le braccia e le gambe che seguiranno il mezzo in modo morbido. I vostri arti sono le migliori sospensioni di cui potete disporre, utilizzatele con saggezza.
Guardare avanti
Siamo capitati tutti in situazioni che ci hanno colto di sorpresa su una discesa, interrompendo il nostro ritmo fluido e perdendo così flow e velocità preziosi. In sostanza, non guardiamo mai abbastanza avanti sul sentiero e non siamo adeguatamente preparati a quello che può sorprenderci.Così, anche se può sembrare banale, ricordatevi di guardare sempre avanti e anticipare la vostra traiettoria. Questo vi aiuterà a mantenere alta la velocità, evitando gli odiosi ostacoli.
In discesa, girare le leve freno
Il setup delle vostre leve freno ha un reale effetto quando la pendenza diventa negativa. Molti rider tengono le leve decisamente inclinate verso il basso. Questo può essere un bene in salita e comunque quando si pedala forte e a lungo, anche in fuorisella, ma è assolutamente improduttivo quando si vuole spingere a tutta in discesa, a causa dell’esagerata pressione sui polsi.
Provate a girare le leve leggermente verso l’alto, con un angolo neutro della presa. Questo setup potrà sembrarvi strano all’inizio, ma quando inizierà la discesa, i polsi si troveranno in una posizione più forte, permettendo un maggiore controllo nella frenata.
La sella? Si abbassa!
La tecnologia moderna sta facendo di tutto per rendervi più confortevole e performante la fase discesistica. Il più grande “game changer” degli ultimi tempi è il reggisella telescopico. Ci sono molti marchi e modelli sul mercato, che agiscono sostanzialmente nello stesso modo: permettere l’abbassamento controllato della sella con la semplice pressione di una leva sul manubrio.Non avete un reggisella telescopico? Nessun problema, ricordatevi solo di portare con voi un multi-tool, abbassando la sella prima di ogni discesa seria. Ci vorranno solo un paio di minuti per raccogliere i ricchi frutti di questo nuovo approccio.
Ripetizioni fino a raggiungere l’assetto ideale
A questo punto ci siamo, abbiamo il nostro trail sul quale cercheremo di migliorare le nostre abilità. Non ci resta che iniziare a capire cosa stiamo sbagliando e correggerlo. Per prima cosa dovremo iniziare a ripetere il nostro segmento, cercando ogni volta di migliorare la fluidità della nostra percorrenza. Procedere step by step concentrandosi inizialmente su un aspetto alla volta, è la via migliore. Una tattica funzionale può essere questa: provare prima ad aumentare la velocità di percorrenza, poi il punto di staccata. Una volta che sentiremo di aver raggiunto il nostro massimo su queste dinamiche, potremo finalmente smettere di guardare il sentire dal solito punto di vista. Inizieremo a cercare anticipi e appoggi sulle varie curve, ma per farlo sarà necessario dimenticare la nostra solita traccia, spostando l’attenzione sul sentiero intero, compresi i tratti più “sporchi”.
La linea guida deve essere quella che ci consente o di guadagnare tempo in entrata o di avere maggiore velocità in uscita. Pensate sempre che ogni curva è figlia della precedente e madre della successiva, quindi anche un eventuale errore potrebbe costarvi sulla curva seguente quello che non vi è costato nell’immediato. L’idea di base, e questo vale ancor di più su un sentiero che non conosciamo, è che la la linea larga è sempre preferibile, perché se ci troviamo larghi e davanti a noi c’è un impedimento è molto più semplice stringere la linea e accorciare la strada senza perdere troppa fluidità. Al contrario, passare da interno a esterno, è quasi sempre molto faticoso e ci costringe ad azzerare la nostra velocità.
Discesa, i video-tutorial per studiare
Per chi avesse a disposizione una action cam, potrebbe ritrovare in questa una valida alleata per compiere questo up-grade. Infatti, filmarsi o farsi filmare nel tratto di discesa vi consentirà di analizzare a fondo la vostra session, studiando dove potreste trovare linee alternative, così da provarle la prossima volta che andrete su quella discesa. Vedere lo schermo in video semplificherebbe il vostro lavoro, perché vi consentirebbe di avere una prospettiva diversa e quindi vedere l’immagine “con altri occhi”. Inoltre, se il filmato che andrete a vedere sarà fatto da una seconda persona che vi segue, avrete anche la possibilità di visualizzare e approfondire eventuali errori di impostazione e di posizionamento sulla bici.
Il posizionamento è un altro punto focale che in molti tendono a non considerare. “Non mi riesce quel passaggio” e “Sul ripido ho paura”, spesso sono frasi derivanti da una sbagliata posizione in bici che sposta i nostri punti di equilibrio e quindi ci fa approcciare in maniera errata all’ostacolo che dobbiamo superare. Anche in questo caso, essere filmati ci consentirà di avere una visuale e una prospettiva diverse, evidenziando eventuali errori da correggere.
Un amico-lepre: fondamentale per migliorare!
Una volta entrati nell’ottica di cercare la linea alternativa, lo step successivo sarà quello di farlo su tutte le discese: diventerete così padroni del vostro sentiero e vorrete provare a utilizzare le skills allenate anche su trail che non conoscete. Un ottimo esercizio, sicuramente allenante dal punto di vista tecnico, è quello che qualcuno chiama “blind chase” o “caccia del leprotto”: l’esercizio è molto semplice, quanto efficace e consiste nel farvi accompagnare da qualche amico che in discesa è sul vostro livello – o anche un pochino più forte – su un trail che non conoscete. A quel punto gli chiederete di fare appunto da lepre e voi cercherete di seguirlo. Tutti questi esercizi richiedono ovviamente come premessa un buon giudizio personale, sarebbe controproducente partire con delle cose troppo difficili. Se sarà necessario partire dalle cose più semplici, non abbiate paura e la discesa sarà il vostro terreno di caccia preferito!















