Gilberto Simoni alla Cape Epic, ecco i consigli di Alessandro Petacchi: «Esperienza meravigliosa, ritornerò presto»

Cape Epic 2019: Francesco Chicchi e Alessandro Petacchi
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Il grande giorno della Absa Cape Epic 2022 si sta per avvicinare e cresce l’attesa per un ospite d’eccezione come Gilberto Simoni. Il due vincitore del Giro d’Italia sarà al via in coppia con Massimo Debertolis per il team Wilier 7C Force. Non avrà ovviamente ambizioni di classifica, anche se l’esperienza accumulata negli anni dai due tornerà sicuramente utile in vista di una sfida impegnativa come quella sudafricana. Chi, proprio come Simoni, ha scelto di affrontare la Cape Epic dopo essersi ritirato delle corse su strada è Alessandro Petacchi. Velocista di punta della nazionale italiana negli anni 2000, “AleJet” vanta nel suo palmares 150 vittorie, tra cui una Milano-Sanremo e ben 22 tappe al Giro.

Nel 2019 Petacchi si è cimentato con le dure tappe della Cape Epic in compagnia di Francesco Chicchi e più volte ha manifestato il suo desiderio di tornare in Sudafrica. Noi di quimtbmagazine.it abbiamo chiamato proprio il velocista spezzino per entrare di più dentro la corsa e ricordare quella bella esperienza in Mtb. E non manca di dare qualche consiglio al suo amico Simoni…

Petacchi, che ricordi hai della Cape Epic?

«È stata un’esperienza bellissima. Eravamo in Sudafrica con il camper e in compagnia di Chicchi siamo riusciti a regalarci una settimana unica. Un viaggio in una terra meravigliosa in sella a una bicicletta. Cosa chiedere di più? Poi c’erano tanti amici, da Freire, rivale di tante battaglie in volata, a Purito Rodriguez…»

Sei andato lì senza obiettivi di classifica…

«Assolutamente. Stare al passo dei migliori è impossibile, tanto a livello di tecnica quanto di tattica. Non correvamo più in bici da qualche anno quindi è ovvio che non avrei mai potuto ambire alla classifica. Siamo partiti per divertirci e vivere un’esperienza come nessun’altra. E credo proprio che Simoni la vivrà come me».

Cape Epic 2019 Francesco Chicchi e Alessandro Petacchi – (PICCOLA)

Che consigli puoi dargli?

«Ben pochi! (ride ndr.) Lui è stato uno dei più grandi scalatori del nostro ciclismo e in Mountain Bike ha una grandissima esperienza. Cosa posso dirgli? Beh, innanzitutto lo spirito con cui andrà ad affrontare la corsa deve essere quello giusto. Sebbene il percorso non sia eccessivamente impegnativo, parliamo sempre di 4/5 ore in sella a una Mtb con il clima variabile del Sudafrica. Lo sforzo deve essere misurato al divertimento, altrimenti diventa solo fatica e non è bello. Ma allo stesso tempo deve stare attento…».

A cosa?

«A non andare troppo piano. L’ordine di partenza del giorno successivo si basa sul risultato di quello precedente. In Sudafrica nelle ore più calde le temperature si alzano parecchio e sicuramente pedalare sotto il sole cocente non è il massimo. Partire alle 8 di mattina o alle 10 può fare davvero la differenza».

Come ti eri preparato per la Cape Epic?

«Avevo già smesso da un po’ e in bici non è che andassi molto. Allo stesso tempo fisicamente stavo bene e in un mese sono riuscito a prepararmi abbastanza bene. Facevo dei lunghi tre o quattro volte a settimana per migliorare la resistenza. Dovendola rifare adesso sicuramente avrei bisogno di più tempo».

La rifarai?

«Senza pensarci due volte».