I dieci consigli di Gilberto Simoni per affrontare la Cape Epic

Cape Epic
Gilberto Simoni e Massimo Debertolis alla Cape Epic 2022.
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Nel 2022 Gilberto Simoni ha deciso di cimentarsi nell’impegnativa ma anche stimolante Cape Epic, in coppia con Massimo Debertolis: è stata un’avventura molto intensa, che ha lasciato a Gibo tanti ricordi e anche qualche insegnamento. Alla viglia dell’edizione 2024, abbiamo chiesto al trentino dieci consigli, sulla base della sua esperienza, per affrontare la Cape Epic con tranquillità e nel modo migliore.

1 «Effettuare almeno un mese di preparazione specifica. La Cape Epic è una gara molto dura, per cui nulla può essere lasciato al caso nella fase di allenamenti prima della partenza per il Sudafrica».

2 «Affrontare con molta calma il prologo. La prima tappa è una cronometro, tutt’altro che banale perché ha comunque una durata di un’ora. Siamo all’inizio e quindi le energie non mancano, ma occorre dosarle bene. Meglio perdere qualche minuto in più a cronometro che esagerare e poi ritrovarsi senza forze nei giorni successivi, quando i minuti diventano ore».

3 «In generale, dosare bene gli sforzi nelle prime giornate. L’atmosfera è molto “agonistica” e questo può invogliare a cercare di dare subito il massimo per ottenere un buon risultato, ma il rischio è finire fuori giri e pagarne poi dure conseguenze».

4 «Utilizzare una bici biammortizzata. Personalmente, ero sempre stato scettico su questo perché sono un corridore da salita, quindi in una bici cercavo altre caratteristiche. Ma ho scoperto che un mezzo di questo tipo dà grandi possibilità, soprattutto nei tratti più tecnici in discesa».

5 «Bere il più possibile e abituarsi a sopportare il caldo. Purtroppo non ci sono alternative: si può solo sperare che, com’è successo quando ho partecipato io, le temperature non siano altissime per tutti gli otto giorni».

6 «Non abbattersi se l’ambientamento è complicato. Naturalmente chi sceglie di partecipare sa a cosa va incontro, ma come ho sperimentato personalmente non capisci davvero cosa sia la Cape Epic finché non la vivi. Le prime giornate possono risultare traumatiche, ma ci vogliono pazienza e capacità di soffrire».

7 «In gara, non spingere mai al massimo. Non siamo su una bici da corsa e quindi non possiamo pensare di fare sforzi paragonabili a una volata o a uno scatto in salita. I tratti dove si può fare la differenza sono i falsopiani, mentre le salite vanno affrontate con grande prudenza e tranquillità».

8 «Andare a dormire presto e svegliarsi il prima possibile la mattina. Questo aiuta il recupero e soprattutto garantisce, almeno al risveglio, temperature gradevoli».

9 «Leggere bene i cartelli e fare molta attenzione alle frecce, se si vogliono evitare fatiche inutili o, addirittura, incontri con gli animali locali».

10 «Godersi appieno l’esperienza, conoscendo altri biker e condividendo con loro consigli e racconti, per sfruttare al meglio anche i momenti di riposo».