Da tecnico con la Bianchi, Massimo Ghirotto si è tolto ogni soddisfazione. Ha avuto atleti di ogni età e di valori molto diversi, ma ha sempre saputo trarre il meglio da ciascuno di loro.
Oggi ha un ruolo diverso, ma le competenze acquisite lo rendono sempre spettatore molto attento del settore.
La prima affermazione è di puro orgoglio e ne ha ben diritto: «Il settore fuoristrada è stato quello che ha ottenuto il maggior numero di medaglie in Federazione. Tra mondiali ed europei abbiamo conquistato cinque medaglie d’oro, otto d’argento e undici di bronzo. E siamo stati vincenti in tutte le categorie dagli elite agli allievi».
- Certamente la medaglia più pesante è quella di Avondetto…
- La storia dimostra il il campione del mondo under 23 ha un futuro di grande prestigio anche tra gli élite. Bisogna avere pazienza perché il salto di categoria impone sempre qualche tempo di adattamento, ma sono con vinto che Avondetto ci darà molte soddisfazioni in futuro. Ma non sottovalutate il finale di stagione di Luca Braidot.
- Un gran finale in Coppa!
- E non solo: anche il bronzo ai mondiali di Les Gets. Ho un solo grande rimpianto.
- Quale?
- Questo Braidot ci avrebbe sicuramente dato una medaglia olimpica se avesse trovato questa condizione l’anno scorso. E’ un grande campione peccato solo che, come nella storia dei nostri campioni migliori, manchi di continuità . Ma quando raggiunge i suoi momenti migliori è in grado di ottenere il massimo.
- C’è qualcosa che accomuna i due campioni?
- Sì, la qualità . Quando c’è la qualità viene fuori, sempre. Bisogna solo avere pazienza, ma i risultati arrivano.
- E tra le ragazze?
- Anche il settore femminile sta esprimendo delle ottime individualità : la Specia, la Cortinovis sono ragazze giovani che stanno crescendo molto bene. Abbiamo atleti ed atlete che ci fanno sperare molto bene, dobbiamo solo lasciare loro il tempo di crescere.















