MONDIALI 2023 / Guida completissima all’XCO maschile

Sagan
Peter Sagan in azione nella gara di cross country delle Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016, che chiuse al 35° posto
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Scotty Laughland l’ha definito un percorso caratterizzato da un «ottimo equilibrio». Ma l’equilibrio è una cosa difficile da ottenere. Soprattutto quando ti giochi la maglia iridata. C’è molto da dire sulla gara di XCO maschile del 12 agosto, gran finale di questo Super Mondiale di Glasgow. Nella nostra guida completissima abbiamo ipotizzato favoriti e outsider. E ovviamente dato uno sguardo al percorso scozzese. 

NINO SCHURTER VUOLE FARE 11

Nino Schurter è il nome obbligato: dieci volte campione del mondo e vincitore in questa stagione delle prove di Coppa del Mondo di Lenzerheide e Val di Sole. A 37 anni Nino vuole regalarsi forse l’ultimo grande acuto della carriera. O almeno a sentire le sue parole: «A fine 2023 potrei smettere di correre», ha detto. Vedremo. Nino non è il solo. Tra i possibili protagonisti anche lo spagnolo Valero Serrano, bronzo olimpico a Tokyo e argento al mondiale dello scorso anno, che con grande costanza è sempre arrivato tra i primi anche nel 2023. Molta curiosità intorno alle prove dei fuoriclasse Tom Pidcock e Mathieu Van Der Poel, che in questa stagione hanno corso nel fuoristrada poco e niente, ma che ci hanno abituato da anni a grandi sorprese. MVDP correrà da capitano anche la prova su strada appena sette giorni prima e salterà dunque da una bici all’altra, come già lo abbiamo visto fare altre volte in passato. Pidcock, il campione olimpico di Tokyo, ha fatto la sua ultima apparizione nei campi gara della mountain bike a maggio, in Repubblica Ceca, dove ha dominato sia la prova olimpica che lo short track, prima di partire con la preparazione per il Tour de France. Per entrambi sono passati mesi senza gare in Mtb. Ovviamente non possiamo dimenticare Peter Sagan. Fino il Tour de France lo slovacco non ha perso occasione per tornare al suo primo amore: la mtb. Arrivato a 33 anni, Sagan vuole regalarsi un’ultima magia: andare a Parigi 2024. Il percorso parte anche da qui.

Van Der Poel
Mathieu Van Der Poel in Mtb alle Olimpiadi di Tokyo

TANTA INCERTEZZA

I nomi di punta li conosciamo, ma c’è l’elenco è più lungo. Saranno della partita anche il tedesco Luca Schwarzbauer ed i francesi Joshua Dubau e Jordan Sarrou (già vincitore del Mondiale nel 2020), molto competitivi in questo 2023 e  particolarmente adatti al tracciato di Glasgow. Ci sono poi anche possibili outsider. O meglio: atleti che nella giornata giusta possono regalarsi un sogno. A cominciare dal sudafricano Alan Hatherly. Arrivato a 27 anni, dopo l’exploit che lo portò fino a Rio 2016 la sua carriera ha avuto acuti ma anche qualche basso. Dal 2023 si è dato anche alla strada cercando di allargare i suoi orizzonti. Altro nome da tenere d’occhio: Mathias Flückiger. Lo svizzero vive nell’ombra di Schurter, ma le qualità non gli sono mai mancate. Lo scorso febbraio è tornato a gareggiare dopo 6 mesi di assenza, un tempo biblico che comunque non gli ha impedito di avere acuti in Coppa del Mondo. Poche settimane fa ha postato una sua foto dall’ospedale: operazione alla mano. «L’operazione alla mia mano ha avuto successo. Tra pochi giorni tornerò in bici». Un guaio che Flückiger si portava dietro da Lenzerheide. «Sono grato di poter correre i Mondiali». 

IL PERCORSO VELOCE E PIENO DI DIFFICOLTA’ 

Per il Cross Country, il percorso che darà il verdetto sarà completamente artificiale ed altamente spettacolare. Non mancheranno sezioni tecniche: per l’occasione sono stati costruiti due rock garden e diversi salti, di cui uno con gap di circa due metri. Le salite saranno larghe, senza pendenze eccessive e su fondo battuto: la differenza probabilmente si farà nell’ultimo quarto di giro, dove è stato allestito una sorta di single track con numerosi ostacoli da affrontare in rapida successione, composti da radici, “doppi” e rocce. Quello di Glasgow sarà un percorso tecnico e fisico: sarà la “selezione naturale” in salita e la gestione dei rischi in discesa a determinare l’esito della gara. In un circuito così, molto simile a quello di Cracovia, non è scontato l’epilogo in solitaria, né tantomeno la presenza di un atleta che parta più favorito di altri. Dice Scotty che «è più facile di quanto sembri». Ma ci sono tre linee possibili: una molto complessa e dura, una intermedia e una più semplice. Certamente è un punto in cui i riders dovranno essere molto precisi, cercando la linea perfetta per evitare guai. C’è un jump di 3 metri obbligatorio. Entrando i piloti avranno un bel tiro e ne usciranno con molta velocità. Dopodiché si arriverà alla prossima salita, la più lunga, che condurrà al traguardo. Nella zona finale, i corridori avranno diverse difficoltà: grumi, salti, dossi. Attenzione alle cadute prima dello sprint.