MONDIALI 2023 / Ilenia Lazzaro: «Ecco perché vinceranno Pidcock e Van der Poel»

Ilenia con Mathieu van der Poel, che conosce da quando era un ragazzino
Tempo di lettura: 3 minuti

La sentiremo raccontare le gare del Team Relay e della E-Mtb in diretta su Eurosport/Discovery. Ilenia Lazzaro è stata la prima donna in Italia a commentare il ciclismo maschile in tivù ma – come dice con orgoglio – «io sono nata nel fango, nel fuoristrada». E allora via con la palla di cristallo e facciamoci raccontare che cosa vedremo nelle gare di Cross Country.

Le corse su strada le hanno vinte tutti specialisti del «tuo» ciclocross. Short Track e XCO chi le vince?
«Di tutte la gara più combattuta, guardando il percorso, sarà lo Short femminile, dove non c’è una dominatrice ma se la giocano Laura Stigger, con Pauline Ferrand-Prévot che vorrà provare a vincere, e se piove vedrai che va. Vedo Puck Pieterse su uno scalino più basso. Quanto alle nostre, la migliore è Martina Berta ma nel corto vedo difficile un podio. Nel XCO invece Puck è la favorita numero uno, che piova o ci sia il sole: sa guidare benissimo, e il percorso è molto artificiale. Altri nomi? Ci metto anche Berta, se ha una giornata buona può ambire al podio. Ferrand-Prévot non è mai da sottovalutare, per Mona Mitterwallner mi sembra invece un terreno troppo artificiale. Una che fa paura è Evie Richards. E vediamo come sta Jenny Rissveds».

Fra i maschi?
«Penso che la gara di Short Track sarà molto più bella. Pidcock non ha corso la strada e ha puntato solo su queste gare, il percorso lo hanno fatto per lui, è il mio favorito ma nel XCO di sabato. Nello Short vince van der Poel anche se parte per ultimo».

Il suo manager ha detto che Mathieu non tocca una mtb da 14 mesi.
«Non è vero, basta seguirlo su Strava. Due settimane fa era in mountain bike».

Ci stai dicendo che succederà come nel ciclocross, che quando arrivano Mvdp, Van Aert e Pidcock gli specialisti non vincono più?
«Pidcock l’ha già dimostrato. Per van der Poel è diverso, la caduta di Tokyo lo ha fatto riflettere: ha sottovalutato la pedana, non si è neanche informato. Ma ora vuole i punti per Parigi, anche se non sarà per niente facile, l’Olanda è molto indietro in graduatoria. Il problema degli specialisti invece è proprio che fanno solo mtb, gli manca quell’esplosività che ti dà solo la strada: Pidcock ce l’ha, Mathieu ne ha di più, per lui l’unico punto di domanda è capire come sta, perché domenica ha preso una bella botta. La tecnica conta ancora tanto, ma uno che viene dalla strada può fare la differenza, lo hanno dimostrato in campo femminile anche Puck Pieterse e Kata Blanka Vas, che vedo sul podio tra le Under 23».

Ilenia Lazzaro ha corso da Elite su strada e nel ciclocross. Parla quattro lingue ed è mamma di Mia

Gli specialisti di mtb non staranno a guardare.
«Avancini fa paura, va molto forte. Schwarzbauer può essere il terzo incomodo. Nel XCO Schurter sul podio ci va, Luca Braidot dovrà impegnarsi tanto. Daniele può entrare in top ten nello Short».

Il percorso ti piace?
«Molto british, artificiale, diverso dai nostri. Il meteo può fare la differenza ma noi abbiamo tutti atleti che guidano bene, non avranno grossi problemi neanche se piove. È bello, ci sono due salti molto alti, c’è un passaggio che è stato modificato e verrà provato giovedì».

Dunque il futuro è di chi sempre più riuscirà a integrare tutte le specialità? Mtb, strada e magari anche cross?
«Il futuro è quello tracciato dall’Alpecin. Vedrai che la Ineos tra non molto farà una squadra per Ferrand-Prévot anche su strada, quest’anno Pauline ha un po’ pagato il fatto di non aver corso su strada come in passato. In Italia abbiamo sempre difficoltà ad accettare le commistioni: succede ai pistard, ma anche ai bikers. Perché non mandarli a fare qualche gara su strada? In Svizzera si fa da anni. Ovvio che hai dei rischi: questo doveva essere l’anno di Colombo, invece guarda com’è andata. Da noi si è fatto solo qualche timido tentativo, ma non è che i bikers debbano correre solo la Strade Bianche, il problema è che abbiamo squadre non strutturate per correre su strada».

Mathieu van der Poel ha detto che vincere sabato non è un obiettivo realistico: giusto o si sta nascondendo?
«Un po’ si nasconde quando dice che non ha più usato la mtb. È realista pensando che a Glasgow trova un percorso artificiale stile Tokyo».

Tutti, atleti e tifosi, si sono lamentati perché la Marathon non si è vista in tv.
«Ci tengo a dirlo, le tv non hanno colpa. Le immagini non c’erano, non sono state prodotte. A me scrivono anche i genitori degli juniores lamentandosi perché non trasmettiamo le loro gare, ma non siamo noi a decidere che cosa produrre».