Verniciatura speciale, o meglio non-verniciatura: stiamo parlando della “particolare” lavorazione di Specialized, a cui sono state sottoposte anche le S-Works Epic WC di Laura Stigger e Victor Koretzky. Niente rosso, solo un finissimo strato di trasparente e dei “timbri” minimali dipinti sul piantone obliquo e sul tubo di sterzo.

Una configurazione che troviamo in catalogo per il modello Expert (il meno pregiato), ma che abbiamo visto utilizzare da Stigger per gran parte della stagione e da Koretzky al recente Test Event di Parigi (dove, tra l’altro, ha vinto) con telaio in fibra FACT ad altissimo modulo e allestimento top di gamma. Le Epic in questione, utilizzate dagli atleti di Specialized Factory Racing (non sempre, o perlomeno non da tutti), sono infatti assemblate come da catalogo con trasmissione Eagle XX di ultima generazione, ruote Roval Control SL in carbonio, forcella RockShox SID Ultimate Brain e “mono” con travel di 75 millimetri.

Il motivo di questa scelta singolare? Solo uno, il peso. Il rosso cromato è un carattere distintivo del brand californiano, è accattivante, ma non rappresenta sicuramente la soluzione estetica più leggera. La finitura “Carbon Matt” permette invece di risparmiare grammi, senza compromettere in alcun modo l’efficienza del mezzo. Specialized non ha fornito dichiarazioni a riguardo, nè dati ufficiali: possiamo dire però che tra un telaio “grezzo” ed uno della stessa taglia sottoposto a trattamenti di verniciatura “gravosi” (sfumature, marmorizzazione etc. etc.) passano di norma 150-180 grammi.

Perciò, facendo due calcoli, i telai “misteriosi” dovrebbero essere circa 120-150 grammi più leggeri (considerando loghi e leggera lucidatura) dei “concorrenti” World Cup di serie: un guadagno consistente, soprattutto se si considera il peso piuma del telaio in colorazione “standard” (1765 grammi in taglia M, completo di ammortizzatore e minuteria). Anni fa accadeva più spesso di incontrare telai “non verniciati”, soprattutto se torniamo all’era del “26 pollici”. Oggi, invece, raramente li troviamo nei cataloghi delle grandi aziende, se non per prodotti di altissima gamma o in edizione limitata.

A valersi di questo accorgimento, nel 2023, sono principalmente i piccoli produttori: il carbonio “a vista” mette in risalto la qualità dei materiali e permette di limare “qualcosina” sul peso. Prima con l’ingresso dei freni a disco e poi con l’avvento delle ruote maggiorate, infatti, i marchi più blasonati hanno abbandonato questa ossessione per il peso, concentrando le proprie energie sulla ricerca di soluzioni funzionali e competitive.

Ora, però, con gli standard delle bici da XC “moderne” diffusi e consolidati, potremmo assistere a uno scenario simile a quello di 12-15 anni fa, con un progressivo “dimagrimento” di telai e componenti. In questa direzione il margine di miglioramento è sicuramente limitato, ma c’è.

Dopotutto, non contano sempre e solo le gambe: pro’ e brand lo sanno, a certi livelli anche i grammi possono far la differenza.















