Girando tra i paddock dei Mondiali in Val di Sole, l’attenzione non cade solo sulle nuove bici o sui componenti prototipali. Spesso, sono i dettagli logistici a fare la vera differenza tra una run vincente e una da dimenticare. Fermandoci allo stand Commencal, abbiamo notato i meccanici in pieno fermento, impegnati a preparare ogni minimo dettaglio per quei pochissimi minuti di gara che separano la gloria dalla sconfitta. E in un contesto del genere, un accessorio particolare ha catturato la nostra attenzione.
L’imprevedibilità del meteo e l’insidia dell’umidità
Il tracciato della Val di Sole non fa sconti e chi bazzica i campi gara sa bene quanto il meteo possa essere instabile. La pioggia che lascia spazio al sole, il freddo pungente che si trasforma in caldo afoso, e un percorso umido che va via via asciugandosi. In queste situazioni estreme, l’umidità diventa un nemico silenzioso per i rider.
Anche se l’azione in pista dura una manciata di minuti, lo sforzo fisico al limite fa sudare copiosamente all’interno dei caschi integrali. Avere l’attrezzatura fresca, perfettamente asciutta e confortevole per la run successiva non è solo un vezzo, ma una necessità per mantenere la massima concentrazione.

Asuga Evo: asciuga e sanifica il casco in 16 minuti
Proprio per risolvere questo problema, i meccanici Commencal si affidano all’Asuga Evo. Non si tratta di una semplice ventola, ma di una vera e propria piattaforma ventilata interamente Made in Italy, progettata dal nome più celebre in assoluto quando si parla di caschi: Aldo Drudi (Drudi Performance).
La vera innovazione di questo dispositivo è che non si limita ad asciugare, ma sanifica le imbottiture. È infatti il primo asciuga casco sul mercato dotato di uno ionizzatore integrato. Rilasciando ioni negativi, purifica l’aria all’interno della calotta ed elimina cattivi odori, batteri, muffe e pollini. Grazie a una ventola potenziata del 20% rispetto alla generazione precedente, il modello Evo garantisce un tempo di asciugatura record di soli 16 minuti.
Praticità a misura di paddock (anche senza corrente)
Sedici minuti sono la tempistica perfetta tra una sessione e l’altra. Giusto il tempo per arrivare al box, rinfrescarsi, studiare le linee e incrociare i primi dati delle telemetrie. Un check e si riparte, con il casco asciutto e saldamente ancorato al dispositivo grazie alla nuova maniglia superiore che lo blocca in posizione ed evita cadute accidentali.
Inoltre, Asuga Evo è pensato proprio per le dinamiche nomadi delle gare: se non c’è una presa elettrica a portata di mano, può essere alimentato tramite un comune powerbank per smartphone (consigliato da almeno 10.000 mAh per la massima resa) grazie a uno speciale cavetto incluso. Viene persino fornito con una borsa portacasco in tessuto tecnico con interni in velluto rosso, progettata per contenere in sicurezza casco, collare ed Asuga stesso senza rischiare graffi durante il trasporto.
Se vi abbiamo incuriosito, potete facilmente consultare le specifiche del prodotto direttamente sul sito ufficiale.














