MTB PLAYERS #6 / La rinascita di Colombo: «La caduta mi ha lasciato dolore. Ma voglio Parigi»

Colombo
Filippo Colombo ai Mondiali di Mtb 2022 (Photo: Alexis Boichard/Agence Zoom)
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Non era così che Filippo Colombo se lo immaginava l’inverno che precede l’anno olimpico. Il biker svizzero è ancora alle prese con i postumi e le conseguenze della bruttissima caduta all’ultima Parigi-Roubaix, dove aveva rimediato diverse fratture al gomito sinistro. Il recupero è stato più lento del previsto, come spiega lo stesso corridore a quimtbmagazine.it.

«Ho iniziato subito con le cure riabilitative al centro di Lugano, lo stesso che ha seguito anche Vincenzo Nibali – spiega Filippo Colombo – Ho tenuto un tutore lungo tutto il braccio che mi teneva il gomito in posizione con la speranza di accelerare la calcificazione ossea».

Se in un primo momento le cose sembravano andare bene, con anche il ritorno alle competizioni, i dolori non andavano via. «A novembre mi sono dovuto operare nuovamente al gomito per togliere le placche e fissare un pezzo di osso che non era guarito. Continuavo a sentire molto dolore».

Due mesi di rulli, lontano dalla strada, poi finalmente il ritorno in bici per preparare un anno che si rivelerà decisivo. «Sono volato alle Canarie per due settimane di duro allenamento su strada. Solo da poco invece sono risalito in sella alla Mountain Bike, ma ho capito che devo lavorare ancora tanto per riprendere il ritmo».

Per questo motivo tra qualche giorno Colombo partirà per il Sudafrica dove resterà tre settimane per migliorare dal punto di vista tecnico e abituarsi nuovamente alla bici dalle ruote grasse. «Piano piano miglioro, anche se il gomito è un pensiero fisso. Non riesco ad estendere bene il braccio e questo in sella lo soffro ancora. Però dal punto di vista fisico le cose vanno bene, manca ancora tanto alle corse».

Filippo Colombo, Samuel Gaze e Thomas Litscher ai Mondiali di Short Track 2022 (Photo: Alexis Boichard/Agence Zoom)

A proposito di corse, servirà fare punti per le qualificazioni alle Olimpiadi e per questo Colombo ha deciso di non sospendere momentaneamente l’attività su strada. «Ci siamo messi a tavolo con la Scott e la Q36.5 per capire come intrecciare i calendari, ma ci siamo resi subito conto che era impossibile. A quel punto abbiamo deciso che era meglio fare una solo attività per bene, senza esagerare».

Paura di cadere nuovamente e di prendersi dei rischi? No, non per il biker svizzero. «Sicuramente i rischi sono tanti su strada e come abbiamo visto la mia caduta alla Roubaix mi ha lasciato molte conseguenze. Tuttavia, non è stata la caduta ad influire sulla mia scelta, ma l’esclusiva volontà di essere a Parigi».

L’anno olimpico cambia le cose, sia dal punto di vista mentale sia dal punto di vista dei programmi e della condizione fisica. «La prima parte di stagione è fatta di gare di “selezione”. In queste gare ci giochiamo tutto perché dobbiamo conquistare punti e far vedere ai cittì di meritare la convocazione. Dobbiamo essere pronti nei primi mesi, diversamente da quanto accade nelle altre stagioni».

Il calendario di Colombo vede tre gare in Grecia, un altro blocco di gare vicino la sua casa, così da risparmiare energie nelle trasferte, e poi le prove decisive di Coppa del Mondo in Brasile e Novo Mesto. «C’è molto stress, ma è uno stress positivo, mi mette molta carica».