Rabensteiner: «Europeo sfuggito per colpa di un amatore, ma ci riproverò il prossimo anno. Ora testa al Mondiale»

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Fabian Rabensteiner alla partenza dell'Europeo Marathon 2024 (credit: uec_cycling)
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Domenica scorsa si è corsa l’Europeo Marathon 2024. L’Italia presentava al via una folta spedizione, composta da ben 8 componenti, con importanti ambizioni sia per gli uomini che per le donne. In entrambe le categorie, infatti, è arrivata la medaglia. Bronzo per Fabian Rabensteiner in campo maschile e stesso metallo anche per Claudia Peretti in quello femminile. Nonostante sia già impegnato in una nuova sfida (la Swiss Epic) abbiamo contattato il biker bolzanino per farci raccontare come è andata la corsa, ma anche per stilare un primo bilancio sulla sua ottima stagione e per rivelarci quali sono le ambizioni per questo ultimo mese di fuoco.

Come valuti la tua stagione fino ad ora?

«La ritengo molto positiva. Sono partito bene vincendo subito in Andalusia. Alla Cape Epic con Samuele (Porro, ndr) non siamo andati malissimo, anche se si poteva indubbiamente fare qualcosa di più. Il quinto posto non è comunque un risultato da buttare. Rientrato dal Sud Africa ho vinto tre corse di fila molto importanti come: la Riva del Garda, la tappa di Coppa del Mondo di Nove Mesto e il campionato italiano. Erano tutti obiettivi che mi ero prefissato a inizio anno e centrarli mi ha dato molta fiducia. Poi alla Dolomiti Superbike abbiamo fatto primo e secondo di squadra, dimostrando che il team è molto competitivo. Mentre il terzo posto all’Europeo ha coronato il lavoro estivo. Fino a qui direi stagione quasi perfetta».

A non farti dire perfetta c’è forse quel finale di domenica scorsa che ti poteva dare qualcosa in più? La vittoria all’Europeo era alla tua portata?

«Sì. Secondo me potevo ambire a qualcosa di più, ma sono stato frenato da un amatore nel finale. Lui era in mezzo al percorso proprio nel momento in cui ho attaccato e quando siamo arrivati noi non si è spostato, costringendo noi a rallentare. Io sapevo che quello sarebbe stata l’ultima occasione per staccare gli altri due che erano più veloci e potenti di me in volata, ma purtroppo l’ho persa non per colpa mia. Una volta arrivati sul rettilineo conclusivo non ho avuto chance. Anche perché il prato era lentissimo e ha avvantaggiato loro che erano più pesanti di me. Già se fosse stato un terreno più veloce, come uno sterrato o l’asfalto, allora la storia avrebbe cambiata».

Europei
Fabian Rabensteiner e Claudia Peretti, bronzi europei nelle rispettive categorie della Marathon (credit: FCI)

Questa vittoria sfiorata sarà sicuramente uno stimolo per riprovarci l’anno prossimo? Anche perché il percorso lo conosci bene.

«Certo. Nel 2025 l’Europeo si corre in Italia, a Casella. L’obiettivo è ovviamente quello di andarsi prendere la maglia sfuggita quest’anno. Il percorso mi piace e lì ho già vinto un campionato italiano lì. Anche per questo motivo andrò là sicuramente molto motivato e vorrei dare il massimo. Speriamo che Casella mi porti bene come qualche anno fa».

Adesso la tua stagione come continua? Quali sono i prossimi obiettivi?

«Adesso sto correndo la Swiss Epic, poi torno a casa per fare qualche settimana di allenamento. Il 7 settembre farò la Mythos in preparazione del Mondiale del 20 a Snowshoe. La stagione si concluderà sempre in America il 29 settembre con l’ultima gara di Coppa del Mondo, a Mt Van Hoevenberg. Queste due gare sono l’obiettivo principale di questo ultimo mese di stagione. In Coppa sono il leader della generale e voglio portarmi a casa la maglia. Manca un solo appuntamento. Non si può sbagliare nulla e bisogna fare una bella gara per guadagnarsi la vittoria».

Con che ambizioni vai al Mondiale? Pensi di riuscire a replicare il podio raggiunto all’europeo?

«Sicuramente il Mondiale è una competizione più difficile. Basta pensare che nella prova iridata non sono neanche mai riuscito ad andare a medaglia. Però non nego che salire sul podio è l’obiettivo principale di questa stagione. Quindi farò di tutto per raggiungerlo. Il percorso mi piace e lo conosco perché lo scorso anno abbiamo corso lì l’ultima tappa di Coppa del Mondo. La prima parte è sicuramente molto tecnica, come il finale. Le salite non tanto lunghe, ma ce ne sono molte. Quindi penso si addica bene alle mie caratteristiche».

L’arrivo in parata di Samuele Porro e Fabian Rabensteiner alla Dolomiti Superbike (Credits: YAK Agency)

Un’ultima domanda la spendiamo sul movimento della Marathon. All’Europeo hai fatto terzo tra gli uomini e Peretti tra le donne. Porro sta facendo un’ottima stagione e diversi sono i protagonisti azzurri nelle gare internazionali. Si può definire il nostro un movimento in crescita?

«Secondo me quello della Marathon è un movimento che sta crescendo tanto e ha ancora grande margine di miglioramento. In questi anni stanno infatti arrivando alla ribalta tanti giovani. L’abbiamo visto anche in questo europeo. Siamo arrivati in quattro nei primi dieci (De Cosmo 7°, Dorigoni 9° e Cherchi 10°, ndr) e io ero il più vecchio della squadra. Ci sarà sicuramente un ricambio importante per quando smetterò. Ci sono tanti ragazzi che hanno già vinto o che si sono messi in mostra in gare importanti che hanno appena passato i venti anni. Sicuramente loro hanno un futuro interessante davanti».

Chi è il giovane più talentuoso e che ti impressiona maggiormente?

«Cherchi. Lui sta facendo davvero molto bene, nonostante sia ancora giovane. Penso il più promettente al momento. Anche Forcoli ha fatto una bella stagione finora».