Ecco S-Works, il proto di Bruni con i copridisco per una DH simile alle moto

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Sospensioni ultrasensibili, schemi sospensivi sempre più evoluti, telai dalle dimensioni motoristiche, gomme mostruose, manubri “esagerati” e ora addirittura i copridisco. È una sentenza: le bici da DH si avvicinano sempre più al motorsport. La tendenza è ben avviata da ormai qualche anno, ma in questo 2024 la somiglianza tra questi due mondi (fino allo scorso decennio molto remota) è cresciuta in maniera iperbolica. Per capirlo è sufficiente osservare la S-Works (già sotto la lente un anno fa qui) utilizzata dall’ex iridato Loic Bruni nell’ultimo periodo.

I foderi bassi del carro posteriore sono in lega, realizzati con lavorazione CNC. Fonte foto: profilo Fb di Loic Bruni

L’ormai vincitore della Coppa del Mondo Downhill 2024 pedala da più di un anno su questa bellissima bici prototipo, dall’aspetto e dalle caratteristiche molto particolari. Caratteristiche che ci hanno dato non pochi spunti di riflessione da cui partire. Tralasciando le specifiche del telaio già analizzate in passato, vorremmo soffermarci su una piccolezza: i copridisco, comparsi sulla bici del fenomeno transalpino alla prova di Coppa del Mondo di Loudenvielle-Peyragudes.

Non sappiamo da cosa derivi questa scelta: forse una questione di sicurezza, forse di maggiore protezione dell’impianto contro le intemperie (a Loudenvielle si è corso infatti in condizioni piuttosto estreme), o forse di aerodinamica. Fatto sta che si tratta dell’ennesimo metodo ripreso dai colleghi del motorsport. Una sciocchezza se paragonato al sistema di telemetria (ora arrivato anche per il Cross Country) utilizzato per il settaggio delle sospensioni, sempre preso e copiato dal mondo dei motori. Si tratta però comunque di un segnale chiaro, chiarissimo.

Tubi in fibra di carbonio e giunzioni in lega. In foto anche la scatola del mov. centrale a cui si collega il mono con schema UBB “pull shock”. Fonte foto: profilo Fb di Loic Bruni

La differenza con le bici da discesa del passato si sta facendo sempre più ampia; quella con le moto, da corsa e da cross, sempre più sottile. E per i prossimi anni? Cosa aspettarci? I controlli elettronici? Chissà.

Sulla S-Works prototipo di Bruni è montato anche un larghissimo manubrio Renthal. Fonte foto: profilo Fb di Loic Bruni